Nirmal Purja, il simbolo dell’alpinismo nepalino scompare in una valanga sul Broad Peak

Nirmal Purja, celebre alpinista nepalino, è morto in una valanga sul Broad Peak. Il corpo è stato recuperato da un team di soccorso.

Un alpinista nepalino viene trovato morto dopo una valanga sul Broad Peak, in Pakistan
Un alpinista nepalino viene trovato morto dopo una valanga sul Broad Peak, in Pakistan

Nirmal Purja, il celebre alpinista nepalino noto come Nims Dai, è morto in una valanga sul Broad Peak, in Pakistan, durante un’escursione con una squadra di dieci persone. Il corpo del montanaro è stato recuperato da un team di soccorso dopo giorni di operazioni in alta quota. L’evento ha scosso il mondo dell’alpinismo, che ha visto il decesso di uno dei suoi simboli più importanti. Purja, noto per aver scalato le quattordici montagne più alte del mondo in 189 giorni, ha lasciato un’impronta indelebile nel settore, mettendo in luce il ruolo degli alpinisti nepalesi in un campo spesso dominato da figure occidentali.

Un simbolo dell’alpinismo nepalino

Nirmal Purja, nato in Nepal e cresciuto in una famiglia di militari, ha vissuto una vita intensa e dedicata alla montagna. Dopo aver servito nell’esercito britannico e in unità speciali della Royal Navy, ha scelto di dedicarsi all’alpinismo, portando con sé la disciplina e la determinazione acquisite durante la sua carriera militare. Purja è diventato un simbolo per gli alpinisti nepalesi, che spesso rimanevano nell’ombra delle imprese di origine occidentale. La sua ambizione era di riscrivere la narrazione dell’alpinismo, mettendo in primo piano il contributo degli scalatori nepalesi.

Un record che ha cambiato il mondo

Il 2019 è stato l’anno in cui Purja ha realizzato il suo progetto più famoso: scalare le quattordici montagne superiori agli ottomila metri in meno di sette mesi. L’impresa, completata in 189 giorni, ha sconvolto il mondo dell’alpinismo, trasformando una sfida considerata quasi impossibile in una sequenza di ascensioni vertiginose. Il progetto, ribattezzato Project Possible, è diventato un documentario e ha reso Purja un personaggio internazionale. Il record è stato superato nel 2023 da Kristin Harila e Tenjen Lama Sherpa, ma l’impronta di Purja rimane indelebile.

Un alpinista nepalino viene trovato morto dopo una valanga sul Broad Peak, in Pakistan, immagine di approfondimento

La sua carriera è stata segnata da altre imprese significative, tra cui la prima ascensione invernale del K2 nel 2021, un evento che ha avuto un forte valore simbolico per il Nepal. Purja ha portato con sé la passione per la montagna e la volontà di riconoscere il lavoro di chi, per anni, è stato visto solo come guida o portatore. Il suo stile, caratterizzato da velocità, preparazione e disciplina, ha introdotto una nuova dimensione nell’alpinismo, fondata sulla logistica, sull’organizzazione e sulla capacità di recupero fisico.

Un destino triste e un ricordo indelebile

La tragedia sul Broad Peak, un’altura di 8.047 metri al confine tra Pakistan e Cina, ha segnato la fine di una vita dedicata alla montagna. Purja, che aveva rivolto alla vetta una frase che oggi assume il tono di un congedo, non è riuscito a tornare indietro. Il corpo del montanaro è stato trovato da un team di soccorso dopo giorni di operazioni in condizioni estreme. L’evento ha suscitato emozioni intense nel mondo dell’alpinismo, in particolare nel Nepal, dove Purja è stato ricordato come un recordman e un simbolo di orgoglio nazionale.

Le autorità hanno confermato che non è rimasto alcun sopravvissuto tra i dieci membri dell’escursione. Il primo ministro nepalese Balendra Shah ha espresso profondo dolore e ha ricordato Purja come un uomo che ha portato il nome del Nepal sulle vette più alte del pianeta. Il mondo dell’alpinismo, con il suo mix di ammirazione e dolore, continua a onorare il ricordo di un uomo che ha sfidato l’impossibile e ha lasciato un’impronta indelebile nella storia delle montagne.