Nuove consulenze su Andrea Sempio: la Procura analizza Dna e impronta nel caso di Garlasco
La Procura di Pavia valuta nuove consulenze su Andrea Sempio nel caso di Garlasco, analizzando Dna e impronta per chiarire il quadro accusatorio.
La Procura di Pavia ha disposto due nuove consulenze per chiarire il quadro accusatorio nei confronti di Andrea Sempio, nell’ambito del processo per l’omicidio di Chiara Poggi. Le verifiche, che riguardano il Dna trovato sotto le unghie della vittima e l’impronta lasciata da una scarpa a pallini nella villetta di via Pascoli, sono state attivate dopo le contestazioni presentate dalla difesa di Sempio. L’obiettivo è valutare la solidità scientifica degli elementi che la Procura ha utilizzato per costruire la sua ricostruzione del delitto. La decisione, annunciata il 30 agosto 2026, arriva in un momento cruciale per il caso, con la scadenza delle indagini preliminari fissata al 28 settembre.
Verifiche su Dna e impronta per consolidare la ricostruzione
Le nuove consulenze sono state affidate a esperti per esaminare in dettaglio i dati genetici e le misurazioni antropometriche. Il primo incarico è stato assegnato al genetista Carlo Previderè, che dovrà analizzare il materiale genetico recuperato sotto le unghie di Chiara Poggi. Le analisi precedenti avevano evidenziato una compatibilità tra il profilo genetico maschile e la linea paterna della famiglia Sempio, ma il campione è stato descritto come parziale, misto e degradato. Queste condizioni pongono limiti all’attribuzione certa del Dna a Sempio e richiedono ulteriori verifiche per stabilire se il materiale è stato depositato durante l’aggressione o attraverso un contatto precedente. La difesa di Sempio sostiene che la traccia non possa dimostrare un contatto violento e richiama le possibili contaminazioni o manipolazioni dei reperti.
Il secondo approfondimento è stato affidato all’antropologa e medico legale Cristina Cattaneo, che dovrà valutare l’impronta numero 6 lasciata sul pavimento della villetta. L’impronta è stata ricondotta a una scarpa Frau di taglia 42, ma la difesa ha contestato questa conclusione, sostenendo che la misura del piede di Sempio non sarebbe compatibile con il modello associato all’impronta. La Procura, invece, ritiene che la questione debba essere valutata in relazione agli altri elementi raccolti durante l’indagine. La consulenza dovrà rispondere a una domanda chiave: il piede di Andrea Sempio avrebbe potuto entrare nella scarpa che lasciò quella traccia oppure le dimensioni e la conformazione anatomica rendono questa possibilità scientificamente insostenibile?
La consulenza psichiatrica e il dibattito tra difesa e magistrati
Accanto alle verifiche scientifiche, la Procura ha anche affidato una consulenza psichiatrica al professor Roberto Catanesi. L’obiettivo è esaminare, sulla base della documentazione disponibile, l’eventuale presenza di condizioni patologiche che potrebbero influire sulla capacità di intendere e di volere di Sempio al momento del delitto. La decisione ha suscitato reazioni dalla difesa, che l’ha interpretata come un tentativo di costruire un profilo di colpevolezza senza aver consolidato le prove materiali. I magistrati pavesi, però, hanno spiegato che le consulenze sono finalizzate a ottenere una ricostruzione completa, oggettiva e scientificamente fondata, in vista del processo.
Le nuove relazioni dovranno essere depositate entro la fine di settembre, in vista della decisione della Procura sul rinvio a giudizio di Sempio. L’esito più probabile, sulla base dell’impostazione accusatoria resa nota finora, resta la richiesta di rinvio a giudizio, ma la decisione spetterà al giudice, che dovrà valutare la tenuta complessiva degli atti e delle consulenze. Sempio continua a dichiararsi innocente e, fino a un’eventuale sentenza definitiva, deve essere considerato tale. Intanto, Alberto Stasi, l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, rimane in attesa di una possibile revisione della sua condanna, in seguito alla nuova ricostruzione della Procura di Pavia. Il caso di Garlasco si muove quindi su due binari giudiziari distinti: da una parte la possibile apertura di un processo contro Sempio, dall’altra il tentativo di rimettere in discussione la condanna di Stasi. La Procura dovrà risolvere i dubbi che continuano a concentrarsi sulle prove più fragili e decisive del fascicolo, perché il Dna, l’impronta e il profilo dell’indagato non dovranno soltanto alimentare una nuova ricostruzione del delitto, ma resistere al contraddittorio di un’aula di giustizia.
