Olivia Rodrigo presenta un tour floreale e emotivo a Hartford

Olivia Rodrigo apre il tour “Unraveled” a Hartford con un show floreale e emozionante.

Olivia Rodrigo ha aperto il tour “Unraveled” a Hartford, in Connecticut, con un concerto che ha combinato emozioni intense, un palco floreale e un’atmosfera quasi pastorale. La cantante, in sella al successo del suo terzo album You Seem Pretty Sad for a Girl So in Love, ha offerto un’esperienza unica, alternando canzoni d’amore e di dolore, con un’energia che ha coinvolto il pubblico per quasi due ore. Il momento più memorabile della serata è arrivato durante The Cure, la canzone più straziante della sua discografia, in cui Olivia si è spostata sul palco centrale per condividere le sue confessioni più vulnerabili, mentre la pioggia inzuppava il suo vestito.

Un palco floreale e un team di giardinieri

Il palco dell’Unraveled Tour è stato trasformato in un giardino floreale, con una quantità enorme di fiori che ha sorpreso anche i più esperti. Credo Olivia sia l’unica popstar che abbia mai visto con dei veri e propri roadie per i fiori: a occhio, la squadra di giardinieri è composta da 16 persone intente a sistemare e sostituire la vegetazione all’occorrenza. L’idea di un palco in fiore non è solo estetica, ma parte integrante dello show, che si svolge in un contesto quasi naturale, con un’atmosfera diversa rispetto al tour estivo del 2025.

Un bombardamento di hit e un’alternanza di temi

Olivia ha eseguito 23 canzoni, quasi tutti i brani del suo nuovo album, senza bisogno di pause o momenti di stanca. Il concerto è stato un bombardamento pazzesco di hit, una dopo l’altra, pescate dai suoi tre album. Dopo il set energico dei Wolf Alice, la musica che accompagna l’attesa prima del concerto è composta da un loop di insetti e uccelli che cinguettano. La serata ha iniziato con una sorpresa: la band prolunga all’infinito l’introduzione di Drop Dead, finché Olivia inizia la prima strofa completamente nascosta tra i fiori. Al primo ritornello, “Una notte ero a letto annoiata”, emerge dal giardino come una Regina di Maggio.

Poco dopo le chitarre iniziano a darci dentro mentre dal cielo cadono coriandoli viola. A dire il vero, Olivia avrebbe potuto lasciare il palco già dopo Drop Dead. Sarebbe bastato questo a rendere lo show un concerto fantastico. Ma siamo appena all’inizio. Si attacca con due delle canzoni d’amore più rock della sua discografia, So American e U + Me = <3, quest’ultima contenente un verso che può riassumere la filosofia di vita della musicista: “Dicono che l’amore al giorno d’oggi sia una cosa crudele / E io a questo rispondo: chi se ne frega, chi se ne frega!”.

Olivia si siede poi da sola al pianoforte per le applauditissime Favorite Crime e Drivers License. Lo show raggiunge il culmine con Deja Vu e All-American Bitch, due dei suoi brani più aggressivi. In scaletta mancano alcuni dei suoi pezzi più arrabbiati, come Brutal, Obsessed e Get Him Back!, che avrebbero potuto aggiungere un po’ di pepe al finale, visto che Expectations non ha la forza necessaria per chiudere il concerto con il botto.

Il momento più memorabile della serata è arrivato durante The Cure, la canzone più straziante della sua discografia, in cui Olivia si è spostata sul palco centrale per affidare al pubblico le sue confessioni più vulnerabili. Una nuvola invisibile inizia a farle piovere addosso, inzuppandola. La pioggia lava via il suo vestito. Olivia è sola, disfatta, mentre il vestito si scioglie. Un momento volutamente sopra le righe, perfettamente in sintonia con la forza emotiva della canzone e con quella di tutta la serata.