Premiati due esordi toscani: “I figli della scimmia” e “Dov’è la Fiesta?”
Due esordi toscani premiati a Venezia: “I figli della scimmia” e “Dov’è la Fiesta?” raccontano temi profondi e relazioni complesse.
Due esordi toscani, due film premiati a Venezia: “I figli della scimmia” di Tommaso Landucci e “Dov’è la Fiesta?” di Niccolò Gentili, hanno debuttato in sala a settembre 2026. Il primo, dramma realistico, affronta il rapporto genitori-figli con disabilità, mentre il secondo, rom-com generazionale, esplora le relazioni e le sfide esistenziali di una coppia sulla trentina. Entrambi, scelti per la loro originalità e profondità, hanno suscitato interesse tra il pubblico e la critica.
Genitorialità e disabilità: il dramma di Tommaso Landucci
“I figli della scimmia”, premiato nella sezione Orizzonti della Mostra del Cinema di Venezia, è un’opera che si concentra sul rapporto tra un padre e un figlio con disabilità psicomotoria. Il film, scritto da Tommaso Landucci insieme a Damiano Femfert, si ispira alla fiaba di Esopo, in cui un padre preferisce un figlio a un altro. La storia segue Dario, un quarantenne sposato con Ginevra e padre di Enrico, un ragazzo con disabilità. La relazione tra padre e figlio è al centro del racconto, con momenti di conflitto e di comprensione. Landucci, con una scrittura precisa e una regia attenta, esplora le emozioni di un genitore che accetta la condizione del proprio figlio senza rimpianti.
Il film si interroga sulla genitorialità, in particolare su come un padre si confronta con la disabilità del figlio.
Landucci ha sottolineato come il tema della disabilità sia un “tabù” che non si può dire apertamente, ma che riguarda l’esperienza più intima della genitorialità. Il film non è divisivo, ma prova a descrivere con compostezza la tempesta di emozioni che si nasconde nell’animo di un padre. La lentezza del film, pur affaticante, è compensata da una profondità emotiva e da una rappresentazione realistica. Il cast, composto da Riccardo Scamarcio, Fausto Russo Alesi e altri attori, contribuisce a rendere il film un’esperienza coinvolgente.
Relazioni e esistenza: la rom-com di Niccolò Gentili
“Dov’è la Fiesta?” di Niccolò Gentili, invece, è una commedia sentimentale che si concentra sulle relazioni e le sfide esistenziali di una coppia sulla trentina. Il film, scritto a quattro mani con Lisa Nur Sultan, segue la storia di Leo e Irene, due giovani innamorati che si interrogano sul futuro. La loro relazione viene messa alla prova dal furto dell’auto di Leo, un evento che mette in discussione i loro piani e le loro certezze. Gentili, con una scrittura leggera ma significativa, affronta temi come la precarietà, la burocrazia e la paura di amare.
Il film è una riflessione su come la vita si svolga tra sogni e realtà, tra passione e incertezza.
“Dov’è la Fiesta?” è un’opera lieve e simpatica, con alcuni momenti di lungaggine, ma comunque ben illuminata dai protagonisti Francesco Carril e Linda Caridi. Il film, pur non essendo perfetto, rappresenta un buon esordio per Gentili, che dimostra già una sensibilità e una capacità narrativa notevoli. La commedia, sebbene non abbia ricevuto premi, ha suscitato interesse per la sua freschezza e la sua capacità di mettere in discussione le relazioni umane. Entrambi i film, pur con approcci diversi, rappresentano un’importante voce cinematografica toscana. “I figli della scimmia” si distingue per la sua profondità e la sua capacità di affrontare temi difficili con rispetto e sensibilità, mentre “Dov’è la Fiesta?” offre una visione leggera ma significativa della vita moderna. Sono due esordi che, sebbene non siano perfetti, dimostrano la capacità dei registi toscani di raccontare storie vere e coinvolgenti.
