Il ragionevole dubbio di Garlasco. Il giudice che assolse Stasi spiega il motivo della sua innocenza
Nuovo sviluppo nel caso di Garlasco: il giudice che assolse Stasi spiega il motivo della sua innocenza.

Il caso di Garlasco, che ha visto Alberto Stasi assolto in due processi diversi, ha visto un nuovo sviluppo che potrebbe cambiare radicalmente la sua sorte. Secondo la procura di Pavia, Andrea Sempio, da solo, nell’agosto del 2007 avrebbe ucciso Chiara Poggi per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del suo rifiuto del suo approccio sessuale. Questo colpo di scena potrebbe far cadere tutte le accuse nei confronti di Stasi, all’epoca fidanzato di Chiara e in carcere dal 2015 con l’accusa di averla uccisa. La procura di Pavia ha convocato Sempio per il 6 maggio, con il nuovo invito a comparire, esce di scena Stasi e qualsiasi altro presunto complice.
Le prove e le perizie che hanno portato all’assoluzione
Il processo di Stasi ha visto l’assoluzione in primo grado davanti al gup Stefano Vitelli, confermata nel primo appello a Milano. Durante il processo, si è concentrato in particolare sul tema della “camminata” di Stasi e dell’”evitamento inconsapevole” delle macchie di sangue nella casa di Garlasco. Durante l’appello bis del 2014, i periti Gabriele Bitelli, Roberto Testi e Luca Vittuari si sono concentrati invece sulle “possibilità di non calpestamento” del sangue entrando o uscendo “dal disimpegno” dove fu trovato il cadavere e sui primi due gradini della scala che Stasi, a verbale, aveva detto di aver calpestato mentre indossava le scarpe Lacoste con la suola a V.
La perizia stimò le possibilità di evitamento nello “0,00038%” per chiunque si fosse fermato al primo scalino e dello “0,00002%” per chi si fosse bloccato al secondo. Questi dati, insieme ad altri, hanno contribuito a far sì che il giudice non trovasse prove sufficienti per condannare Stasi. Inoltre, il ritrovamento del corpo da parte di Stasi è stato considerato un elemento chiave, ma i magistrati lo hanno bollato come “illogico e falso” sul ritrovamento del corpo nelle scale che portano al seminterrato della villetta di via Pascoli.
Le analisi scientifiche hanno rivelato tracce di sangue su pedali di bicicletta che non corrispondono a Stasi.
Le nuove prove e la revisione del processo
La revisione del processo dovrà essere chiesta dalla Procura generale di Milano o, in alternativa, la difesa del condannato. La Procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, ha affermato che sta valutando «se chiedere ulteriori atti» e deciderà se avanzare istanza di revisione del processo. Potrebbero volerci settimane, anche mesi, ma diverse indiscrezioni l’hanno annunciata in arrivo per il mese di maggio.
Ciò che la Pg di Milano dovrà valutare è se, tra le migliaia di pagine di consulenze, perizie, verbali, testimonianze e informative raccolte dal 14 febbraio 2024 dai pm Pavesi, ci siano quelle che il codice di procedura penale definisce come “nuove prove” che da “sole” o “unite a quelle già valutate” nei 5 processi a Stasi dimostrino che il “condannato deve essere prosciolto”.
La procura di Pavia ha convocato Andrea Sempio per il 6 maggio, con il rischio di far uscire di scena Stasi.
Per avanzare e ottenere una revisione di fronte alla Corte d’appello di Brescia dovranno essere messi in discussione almeno alcuni degli ormai celebri 7 elementi «gravi, precisi e concordanti» con cui la Corte di Cassazione condannò l’ex fidanzato di Chiara Poggi nel 2015. Fra questi ci sono sicuramente l’impronta digitale del 42enne detenuto a Bollate sul dispenser del sapone che sarebbe stato lavato, in corrispondenza con quella che è un’impronta insanguinata di una scarpa a pallini sul tappetino in bagno; l’assenza di un alibi per i 23 minuti, dalle 9.12 alle 9.35, in cui i giudici hanno collocato la morte della fidanzata o, comunque, lo spostamento in avanti delle lancette per il decesso della vittima.
