Ricordo di Pamela Mastropietro a Macerata: «Imparare dagli errori del passato»
Macerata celebra il sesto anniversario della morte di Pamela Mastropietro con un momento di riflessione e preghiera.

Macerata si è riunita oggi ai Giardini Diaz per ricordare Pamela Mastropietro, la 18enne uccisa e fatta a pezzi il 30 gennaio 2018. Nel sesto anniversario della sua morte, la città ha celebrato un momento di riflessione e preghiera, voluto dall’amministrazione comunale. La cerimonia, tenutasi nel parco dove è stata installata una targa in memoria della ragazza, ha visto la partecipazione del sindaco Sandro Parcaroli, del vescovo Nazzareno Marconi, del prefetto Isabella Fusiello e dei vertici delle forze dell’ordine. La famiglia di Pamela, invece, era impegnata in un’analoga cerimonia a Roma.
La memoria come strumento di cambiamento
Il vescovo Nazzareno Marconi ha sottolineato l’importanza della memoria non per alimentare la rabbia, ma per incoraggiare il cambiamento. «Gli errori del passato ci devono insegnare che non è giusto mai essere indifferenti davanti alla sofferenza», ha detto. La storia di Pamela, ha aggiunto, è un esempio di come l’indifferenza possa permettere a qualcuno di approfittare della debolezza di un altro. «Stare attenti a chi ci sta vicino e vedere che se qualcuno soffre, qualcuno si trova in difficoltà, forse possiamo fare qualcosa per aiutarlo», ha ricordato.
La comunità di Macerata ha dimostrato solidarietà e vicinanza ai familiari di Pamela, che dopo anni di attesa hanno visto confermata la pena definitiva all’ergastolo per il nigeriano Innocent Oseghale, l’assassino della ragazza. La memoria di Pamela serve a ricordare che l’indifferenza non è mai una scusa.
Un omicidio che ha scosso la comunità
Il prefetto Isabella Fusiello ha espresso la sua preoccupazione per l’omicidio commesso con violenza e efferatezza. «È chiaro che sia le istituzioni che la stessa comunità dove questo delitto è avvenuto si interroghino su cosa non è stato fatto perché ciò potesse non accadere», ha sottolineato. La comunità di Macerata, ha aggiunto, ha dimostrato solidarietà e vicinanza ai familiari di Pamela, che dopo anni di attesa hanno visto confermata la pena definitiva all’ergastolo per il nigeriano Innocent Oseghale, l’assassino della ragazza.
La cerimonia si è conclusa con l’installazione di una pianta di camelia bianca nel giardinetto prospiciente la targa commemorativa, simbolo di rinascita, speranza e ricordo. La comunità di Macerata, attraverso questa commemorazione, ha voluto ricordare non solo Pamela, ma anche l’impegno per un futuro in cui l’indifferenza non possa più essere un’arma.
La presenza di tutti i vertici delle forze dell’ordine ha sottolineato l’impegno della comunità a vigilare e a intervenire tempestivamente. «Le forze dell’ordine a Macerata svolgono un bellissimo lavoro: se vedi che qualcuno sta male farlo presente a chi può fare qualcosa è già un grande atto di civiltà», ha ricordato il vescovo. La città, con questa commemorazione, ha voluto ricordare l’importanza di non rimanere indifferenti di fronte al dolore altrui.
