La salma di padre Antonio Jerone torna a Gangi dopo settant’anni

La salma di padre Antonio Jerone torna a Gangi dopo settant’anni, in un evento che unisce spiritualità e memoria storica.

La salma di padre Antonio Jerone, religioso, sacerdote e artista gangitano, è tornata a Gangi dopo settant’anni, in un evento che ha unito comunità, autorità e studiosi in un momento di profondo raccoglimento. La salma, originariamente sepolta nel cimitero di Trespiano a Firenze, è stata traslata al cimitero comunale di Gangi, nella cappella dei Frati Minori, dove sarà tumulata definitivamente. L’evento, organizzato dal Comune di Gangi in collaborazione con le Province dei Frati Minori di Sicilia e Toscana e il Centro Studi Francescani e Medievali, ha rappresentato un momento di riconoscimento della figura di un religioso che fu anche pittore di grande rilevanza.

Un patrimonio artistico e spirituale

Padre Antonio Jerone, nato a Gangi nel 1879, è stato un religioso che ha dedicato la sua vita alla famiglia francescana, con profonda coerenza. Accanto al ministero sacerdotale, coltivò un’intensa attività artistica, trovando nell’arte sacra uno strumento privilegiato per esprimere fede e sensibilità spirituale. La sua produzione, maturata soprattutto nel Novecento, rappresenta oggi un patrimonio significativo per la comunità gangitana. Tra le opere più importanti custodite in città spicca la pala della Storia del dogma dell’Immacolata, collocata nella Chiesa del Monte, testimonianza del suo profondo legame con la spiritualità mariana.

La sua opera artistica e la sua testimonianza religiosa si sono idealmente ricongiunte durante la messa di suffragio. La salma è stata tumulata nella cappella dei Frati Minori del cimitero comunale, luogo che custodirà definitivamente le spoglie del religioso. L’iniziativa ha intrecciato spiritualità, memoria e approfondimento storico-artistico, restituendo alla comunità la figura complessa di un religioso che fu anche apprezzato pittore.

Un ritorno simbolico e storico

La giornata commemorativa, conclusasi ieri, ha richiamato autorità religiose e civili, confraternite e numerosi cittadini in un clima di profondo raccoglimento. Un omaggio sentito a una delle figure più significative della storia religiosa e culturale del paese madonita, scomparso nel 1956 all’età di 77. Ad accogliere la salma sono stati il ministro provinciale dei Frati Minori di Sicilia, fra Antonino Catalfamo, la pronipote Jovanna Porter Seminara, arrivata da New York, il sindaco Giuseppe Ferrarello, assessori e consiglieri comunali, il comandante della stazione dei carabinieri Cosimo Damiano Zurlo Cosimo, il comandante della polizia municipale Nicola Di Marco e le confraternite gangitane.

Un corteo processionale, partito da piazza San Paolo, ha raggiunto la Chiesa del Monte, luogo simbolico della spiritualità gangitana. Qui, ai piedi della monumentale pala della Storia del dogma dell’Immacolata, realizzata dallo stesso padre Jerone, è stata celebrata la messa di suffragio. La sua opera artistica e la sua testimonianza religiosa si sono idealmente ricongiunte durante la messa di suffragio. Al termine della celebrazione la salma è stata tumulata nella cappella dei Frati Minori del cimitero comunale, luogo che custodirà definitivamente le spoglie del religioso.

Nel pomeriggio la riflessione si è spostata nella chiesa di Sant’Antonio Abate, dove un convegno ha approfondito la figura di padre Antonio Jerone e il suo contributo all’arte sacra del Novecento. Studiosi, religiosi e rappresentanti delle istituzioni culturali hanno ripercorso il valore della sua produzione artistica e della sua testimonianza francescana, affidando l’eredità alla memoria collettiva e alle nuove generazioni. La giornata ha rappresentato un momento di forte unità per Gangi, che ha voluto accogliere uno dei suoi figli più illustri. “La giornata ha rappresentato – ha detto il sindaco di Gangi Giuseppe Ferrarello – un momento di forte unità per Gangi, che ha voluto accogliere uno dei suoi figli più illustri, riconoscendo nella sua testimonianza religiosa e artistica una parte importante della propria storia.”