Lo scontro scientifico-legale tra avvocati e periti si ripete a Garlasco dopo vent’anni da Cogne

Lo scontro tra avvocati, periti e querele si ripete a Garlasco dopo vent’anni da Cogne.

Lo scontro scientifico-legale tra avvocati e periti si ripete a Garlasco dopo vent’anni da Cogne
Lo scontro scientifico-legale tra avvocati e periti si ripete a Garlasco dopo vent’anni…

Due vent’anni dopo il caso di Cogne, a Garlasco si ripete un pattern di scontro scientifico-legale tra avvocati, periti e querele incrociate. L’episodio, che vede il coinvolgimento di figure chiave come il generale Luciano Garofano e l’avvocato Carlo Taormina, si ripete con nuove dinamiche ma con le stesse tensioni tra consulenti tecnici, legali e autorità giudiziarie. L’inchiesta-bis della Procura di Pavia, focalizzata sulla figura di Andrea Sempio e sulla famosa “Impronta 33”, ha riaperto un dibattito che sembra seguire una traiettoria simile a quella del passato.

Lo scontro tra Taormina e Garofano a Cogne

Nel 2004, durante le indagini sul delitto di Cogne, l’avvocato Carlo Taormina, allora difensore di Annamaria Franzoni, si oppose duramente al generale Luciano Garofano, all’epoca comandante del RIS di Parma. Taormina denunciò e querelò Garofano e i suoi uomini, accusandoli di aver manipolato o sbagliato i rilievi scientifici nella villetta, in particolare sulla disposizione delle tracce di sangue. Da quegli scontri nacque un’indagine parallela sulla gestione delle consulenze, che ha lasciato un’impronta duratura nel panorama giudiziario italiano.

La situazione si è ulteriormente complicata con la dimissione di Garofano dall’incarico di consulente per Sempio, a causa di forti divergenze strategiche e tecniche con i legali della difesa, soprattutto sulla gestione dell’Impronta 33. Proprio in questi giorni, la Procura ha convocato nuovamente Garofano per chiarire i rilievi effettuati nel 2007. Al contempo, i consulenti e gli avvocati si scontrano duramente sul fatto che l’impronta 33 contenga o meno tracce ematiche e se i RIS dell’epoca abbiano sbagliato o tralasciato qualcosa.

Un parallelismo che non è casuale

Secondo Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, il parallelismo tra il caso di Cogne e le dinamiche attuali a Garlasco non è casuale. I protagonisti cambiano ruolo, da accusatori a consulenti di parte, ma il cortocircuito tra perizie scientifiche contrapposte, querele incrociate e processi paralleli in TV è esattamente lo stesso schema visto vent’anni fa. La situazione, sebbene diversa per contesto, mostra una struttura simile: un conflitto tra avvocati, periti e autorità giudiziarie, alimentato da dibattiti mediatici e tensioni legali.

La ripetizione di questo modello sottolinea come certi meccanismi giudiziari e mediatici possano rimanere invariati nel tempo, anche se i casi specifici cambiano. L’attenzione su tracce ematiche, rilievi scientifici e querele incrociate continua a essere un tema centrale, con conseguenze legali e sociali significative.

La dinamica si ripete con nuove figure ma lo schema è identico.

La Procura ha convocato nuovamente Garofano per chiarire i rilievi del 2007.

  • La Procura ha riaperto l’inchiesta su Andrea Sempio.
  • Garofano è diventato consulente della difesa di Sempio.
  • Le querele e i dibattiti mediatici hanno alimentato nuove tensioni.