Tentato omicidio in piazza dei Signori, il giudice conferma la detenzione del 18enne per rischio di nuovi fatti

Un 18enne è stato condannato a carcere per tentato omicidio in piazza dei Signori, il giudice sottolinea il rischio di nuovi episodi.

Un 18enne di origini gambiane è rimasto in carcere per tentato omicidio dopo aver ferito un 21enne venezuelano in piazza dei Signori. Il giudice ha confermato la detenzione del ragazzo, sottolineando il rischio che, se liberato, possa ripetere gli stessi fatti, specialmente considerando i suoi numerosi precedenti di polizia. L’episodio, avvenuto in un’area affollata, ha suscitato preoccupazioni per la gravità del gesto e la mancanza di autocontrollo dell’indagato.

La violenza e la colluttazione

Secondo le accuse, il 18enne, Mouhamed Ndiaye, ha iniziato a picchiare il 21enne con un pugno al volto, scatenando una colluttazione che ha portato a una violenta lotta a terra. L’aggressione è stata aggravata da un uso di coltello, con il 21enne che ha ricevuto una lama piantata nel fianco destro mentre era di spalle. La vittima, ferito ma non in pericolo di vita, ha urlato verso la sua fidanzata mentre correva verso l’ambulanza, mentre uno degli aggressori gli lanciava dietro una bottiglia di vetro. La violenza non si è limitata alla coltellata. Prima il 21enne è stato vittima di un brutale accanimento fatto di pugni al volto, strattonamenti, violente percosse, bottigliate in testa e persino calci mentre era ancora a terra e tentava di sfuggire al pestaggio. A cui hanno partecipato, secondo le accuse, anche tre amici del 18enne.

Le prove e le testimonianze

La fidanzata della vittima ha riferito agli agenti che le ragazze avevano fissato i due ragazzi in malo modo, un elemento che ha contribuito all’escalation del litigio. Gli inquirenti hanno ricostruito l’episodio in base a testimonianze e filmati delle telecamere di videosorveglianza, che hanno ripreso l’intero evento. Tra i partecipanti all’aggressione, oltre a Ndiaye, sono stati denunciati anche tre amici, tra cui un 19enne e due 17enni. L’uso di oggetti come il gesso e le bottiglie di vetro ha reso l’episodio particolarmente violento.

Il 18enne ha confessato di aver colpito il 21enne. Ascoltato ieri, in carcere, davanti al gip Carlo Colombo per l’udienza di convalida dell’arresto, Ndiaye ha confessato di averlo accoltellato. Ha dichiarato di non ricordare bene quegli attimi, ma ha espresso pentimento per l’accaduto. La difesa aveva richiesto una misura meno restrittiva, come l’obbligo di dimora o gli arresti domiciliari, ma il giudice ha ritenuto necessario il carcere per prevenire nuovi episodi di violenza. Il giudice ha sottolineato che l’indagato ha sfoderato il coltello in piena piazza, incurante della presenza di decine di persone. La qualificazione dell’accusa è stata confermata dal gip, che ha ritenuto il rischio di recidiva elevato, soprattutto alla luce della gravità del gesto e della mancanza di autocontrollo.