Val Soana e il neopopolamento: smart working in montagna per 45 professionisti

In Val Soana, 45 professionisti scelgono di vivere in montagna con il lavoro da remoto.

La Val Soana, nel cuore del Parco del Gran Paradiso, sta vivendo un’esperienza unica: 45 professionisti hanno scelto di vivere in montagna con il lavoro da remoto, in un progetto denominato “Vihta-Wild Working”. L’esperienza, che si svolge tra i borghi del territorio, ha visto l’arrivo della prima infornata di nuovi abitanti, con l’obiettivo di fermare lo spopolamento e rilanciare la vita in questi luoghi remoti. L’idea si basa sul concetto di smart working, permettendo ai partecipanti di alternare lavoro da remoto in spazi di coworking con attività di co-living e interazione con la comunità locale.

Un esperimento sociale tra lavoro e natura

Il progetto, promosso dai Comuni di Ingria, Ronco Canavese e Valprato Soana, è parte del Piano di Azione per l’Abitabilità della Valle Soana, sostenuto da Fondazione Compagnia di San Paolo. L’obiettivo è creare un modello di vita alternativo, in cui lavoro e natura convivono in armonia. I partecipanti, selezionati tra 762 candidature da 39 Paesi, hanno scelto di vivere per due settimane o un mese in case messe a disposizione da residenti locali e villeggianti. Tra loro, ci sono project manager, consulenti, esperti in sostenibilità e professionisti del settore immobiliare. La scelta di vivere in montagna non è casuale. «Siamo anche amanti della montagna, altrimenti non avremmo scelto di partecipare a questa iniziativa» ha spiegato Ivo Chabod, commercialista impegnato nell’assegnazione delle case. L’esperienza offre l’opportunità di condividere momenti con i residenti locali, attraverso iniziative come “Prenota un abitante”, che permette ai wild worker di incontrare e confrontarsi con i nuovi arrivati.

Un ritorno a ritmi diversi

«Io sono venuto per sperimentare una nuova dimensione di vita, con tempi accettabili e meno frenetici» ha spiegato Gabriele Dorfmann, consulente milanese di 55 anni. L’esperienza, per lui, è un primo passo verso una vita diversa, lontano dall’agglomerato urbano. Altri partecipanti, come Andrea Maioli e Chiara Dutto, hanno già scelto di vivere in Val Soana per diversi anni, trovando in questi luoghi un ambiente sano e un ritmo di vita diverso da quello delle grandi città. «Chi arriva trova un ambiente sano, con dei ritmi diversi, per questo in molti ritornano o cercano delle abitazioni da affittare per tutto l’anno».

La Val Soana si riconcilia con il passato. «E lassù – indica Chabod – c’è Pian dell’Azaria quello che Mario Rigoni Stern, quando era qui come istruttore di roccia degli alpini, definì “il posto più bello del mondo”». La Valle, con i suoi paesi a 1350 metri di quota, offre un’alternativa al lavoro tradizionale, con spazi di coworking e attività culturali e sociali. I partecipanti potranno partecipare a talk tematici sul neopopolamento, lezioni di patois francoprovenzale e eventi di comunità.

La Val Soana, con il suo paesaggio unico e la sua storia legata a personaggi come Mario Rigoni Stern, sta diventando un simbolo del neopopolamento alpino. Un fenomeno che, dopo la pandemia, ha visto un ritorno di interesse per le terre alte, con prezzi di immobili che hanno registrato un aumento significativo. «C’è stato davvero un ritorno nei piccoli paesi come questi» ha affermato Andrea Maioli, che ha scelto di vivere in Val Soana per diversi anni. L’esperienza di Vihta-Wild Working rappresenta un’opportunità per rilanciare la vita in questi luoghi, con un modello di lavoro e vita alternativo, in grado di attrarre persone che cercano un cambiamento di ritmo e un contatto più diretto con la natura.

«Con l’avvio di Vihta la Valle Soana ha l’opportunità vera di fermare lo spopolamento e di immaginarsi ancora viva nel futuro» ha sottolineato Lorenzo Giacomino, sindaco di Ronco. L’esperienza, seppur iniziale, rappresenta un passo importante per la rigenerazione del territorio. La Val Soana, con i suoi borghi e la sua storia, sta vivendo un momento di rinascita, grazie a un progetto che unisce lavoro, natura e comunità.