Varenne, il cavallo che ha reso il trotto un fenomeno popolare

Varenne, il cavallo simbolo del trotto, ha vinto e conquistato il mondo.

Varenne, il cavallo simbolo del trotto, vittorie e leggende in giro per l'Italia
Varenne, il cavallo simbolo del trotto, vittorie e leggende in giro per l’Italia

Un simbolo del trotto italiano

Varenne, il cavallo che ha reso il trotto un fenomeno popolare, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del mondo elettrico. NATO a Zenzalino di Copparo, Varenne non sembrava speciale al momento della sua nascita, ma con il tempo si è rivelato un fenomeno unico. La sua carriera, che ha visto vittorie in ogni parte del mondo, ha reso il trotto non solo un’attività sportiva, ma un’esperienza emozionante per milioni di persone.

Un cavallo che ha vinto tutto ciò che poteva vincere
Alessandro Viani, titolare dell’allevamento di Zenzalino, ha ricordato come Varenne fosse un’incognita al momento del suo debutto. «È come se un uomo ne avesse 100 – dice Viani – lo ricorderò sempre per le sue grandi imprese. Ha vinto tutto ciò che poteva vincere. Per noi è stato il massimo che un allevatore potesse sognare. Di cavalli come Varenne ne nasce uno ogni cento anni.»

Un legame speciale con l’Italia

Varenne non era soltanto un cavallo. Era un simbolo, un ambasciatore italiano che ha portato alto il tricolore ovunque andasse. Portava il nome della via dell’ambasciata italiana a Parigi e, con la sua presenza, ha reso il trotto un fenomeno popolare. «Lui è l’Italia. È entrato nel cuore della gente. È stato il cavallo del popolo. È riuscito a creare unione ancora prima dell’arrivo dei social» ha spiegato Daniela Zilli, la sua ultima lady. Un cavallo che ha emozionato il mondo
Davanti a Varenne, la gente aveva le lacrime agli occhi per la sua storia. Il suo carattere, descritto come «testardo da emiliano», lo ha reso un personaggio unico. «È capace di emozionare – ci aveva raccontato –. Lui è l’Italia. È entrato nel cuore della gente. È stato il cavallo del popolo.»

Un’eredità che non si cancella

Varenne ha vissuto 31 anni, un’età che ha visto la sua carriera spaziare da Bologna a Eboli, passando per Vigone, il pavese e il lodigiano. Dopo 17 anni al ‘Grifone’, ha trovato la sua pensione a Eboli, dove ha conosciuto l’ultima lady, Daniela Zilli. «Avevano un legame speciale e ora Varenne ha raggiunto Enzo. È l’unica consolazione che abbiamo – dice Dario De Angelis di Lj –: siamo distrutti.»

Un mausoleo per un’immortalità

Varenne, pur essendo un cavallo, ha lasciato un’eredità che non si cancellerà. «Rimarrà per sempre la leggenda del trotto e per questo realizzeremo un mausoleo affinché tutti possiamo venire a rendergli omaggio» ha detto De Angelis. «A me rimarrà il ricordo della sua grande intelligenza.» Un’emozione che non ha mai smesso di correre
Varenne non è andato via. Perché un campione può smettere di correre. Una leggenda, no. Il suo spirito vive ancora, come un’eco di zoccoli che battono sulle piste del mondo. Varenne, il cavallo che ha reso il trotto un fenomeno popolare, è rimasto per sempre nel cuore di chi lo ha visto correre.