24 Pitbull salvati da combattimenti clandestini, 12 persone indagate

Operazione Carabinieri in Emilia Romagna: 24 cani sequestrati, 12 persone indagate per combattimenti illegali tra animali.

Un’operazione dei Carabinieri ha portato alla salvaguardia di 24 Pitbull sottoposti a combattimenti clandestini e alla segnalazione di 12 persone per attività illegali. L’inchiesta, avviata nel 2025, ha rivelato un circuito internazionale che coinvolge province italiane e la Serbia, con un mercato illegale basato su scommesse, compravendite e diffusione online di video. Gli animali, sottoposti a allenamenti estremi e somministrazioni di sostanze dopanti fin da cuccioli, sono stati trovati in una struttura clandestina in Emilia Romagna. La scoperta è avvenuta il 15 ottobre 2026, durante un’operazione coordinata dalla Procura di Parma.

Un sistema di sfruttamento e maltrattamenti

La struttura, realizzata con assi di legno e rivestimento sintetico, era progettata per impedire agli animali di scivolare durante i combattimenti. Gli investigatori hanno trovato tapis roulant, catene pesanti, collari zavorrati e farmaci steroidei, insieme a documenti che indicavano la programmazione delle somministrazioni. I cani, allevati e addestrati in Serbia, erano destinati a scontri violenti, con l’obiettivo di aumentarne il valore commerciale e attirare acquirenti attraverso video condivisi online. L’organizzazione aveva anche creato un sistema per gestire la provenienza e la commercializzazione degli animali. Le indagini hanno rivelato un circuito internazionale che collega allevamenti serbi con strutture clandestine in Italia. L’analisi dei passaporti degli animali e della documentazione informatica ha infatti rivelato un sistema di importazione illegale di Pitbull provenienti da allevamenti situati in Serbia. Secondo gli inquirenti, nella rete sarebbero stati coinvolti allevatori, addestratori, trafficanti e veterinari stranieri. Gli scontri erano filmati e condivisi attraverso social network e chat criptate, con l’obiettivo di mostrare le capacità dei cani e attirare potenziali acquirenti.

Le responsabilità e le prossime mosse

Le 12 persone indagate dovranno rispondere, a vario titolo, di ipotesi di reato legate al maltrattamento degli animali, all’organizzazione di combattimenti vietati e all’addestramento di cani destinati agli scontri. Le responsabilità individuali restano da accertare. L’ENPA e la LEIDAA hanno annunciato la volontà di presentare denunce, con l’intenzione di costituirsi parte civile. «Non basta sottrarli ai presunti responsabili delle violenze: bisogna anche garantire loro cure, protezione e un futuro diverso», ha dichiarato Giusy D’Angelo, presidente nazionale dell’ENPA.

Il recupero dei 24 Pitbull rappresenta un primo passo per sottrarli a un contesto di maltrattamenti e sfruttamento. Tuttavia, il loro futuro dipenderà dalle condizioni fisiche e comportamentali di ciascun animale e dai percorsi di recupero che potranno essere intrapresi. Una vicenda che ricorda come la violenza non sia una caratteristica innata di questi cani, ma il risultato dello sfruttamento e dei maltrattamenti da parte dell’uomo. L’ENPA ha anche annunciato la volontà di presentare una denuncia attraverso il proprio ufficio legale, mentre la LEIDAA ha dichiarato l’intenzione di costituirsi parte civile.