Sequestrati 14 cani da allevamento abusivo, Enpa inizia il percorso di recupero
Sequestrati 14 cani da allevamento abusivo, Enpa inizia il percorso di recupero
Il 2 maggio sono stati sequestrati 14 cani, tra cui sei cuccioli, da un allevamento abusivo in provincia di Udine. Dopo essere stati accolti nel rifugio Enpa di Rive d’Arcano, i cani hanno iniziato un percorso di recupero fisico e comportamentale, con i primi animali che hanno già potuto raggiungere famiglie in affido temporaneo. L’operazione, condotta in collaborazione con l’Azienda sanitaria ASU FC e le guardie zoofile dell’AISA, ha segnato un primo intervento significativo per la nuova gestione del rifugio. I cani, tra cui bulldog francesi e chihuahua, erano stati trovati in condizioni non idonee, in un ambiente sporco e non adatto al loro benessere.
Recupero fisico e emotivo in corso
Dopo l’arrivo al rifugio, operatori, istruttori scelti dalla Regione Friuli Venezia Giulia e volontari hanno iniziato a lavorare non solo sulle condizioni fisiche dei cani, ma anche sulle conseguenze che la precedente situazione aveva avuto sul loro equilibrio emotivo. Le maggiori difficoltà sono emerse soprattutto negli adulti, alcuni dei quali presentavano fragilità più marcate. Il percorso intrapreso sta però dando risultati positivi, con gli animali che recuperano serenità rapidamente, pur portando con sé gli effetti delle esperienze vissute.
La collaborazione tra enti ha permesso un intervento tempestivo e un percorso concreto di recupero. La collaborazione tra Enpa, le istituzioni locali e le autorità competenti ha permesso di intervenire tempestivamente e di avviare un concreto percorso di recupero per i cani. «Il nostro obiettivo, fin dal loro arrivo, è stato prenderci cura non soltanto della loro salute fisica, ma anche di quella emotiva», spiega Luigino Bottoni, presidente dell’Ente proprietario del Rifugio. L’operazione rappresenta una delle prime operazioni di particolare complessità affrontate dalla nuova gestione del rifugio, che è stato gestito da Enpa dallo scorso marzo.
Un caso di attenzione particolare
Un’attenzione particolare è stata necessaria per una delle cucciole, risultata iposviluppata rispetto ai fratelli e alle sorelle. Dopo i primi accertamenti, Enpa ha promosso una raccolta fondi che ha permesso, grazie al sostegno dei donatori, di sottoporla a una visita specialistica. Il percorso diagnostico e di cura è tuttora in corso. Intanto, per alcuni dei 14 animali è già cominciata una nuova fase: i primi cani hanno lasciato il rifugio e sono entrati in affido temporaneo nelle nuove case, evitando così di prolungare più del necessario la permanenza in canile.
La collaborazione con ASU FC ha permesso di trovare sistemazioni rapide per i cani. Un risultato reso possibile anche dalla collaborazione con ASU FC, custode giudiziario degli animali, e dalla rapidità con cui la Procura ha consentito di individuare sistemazioni temporanee per i cani sottoposti a sequestro. «Vederli oggi fare progressi e, per alcuni, entrare già in una casa è il risultato più importante», conclude Bottoni. L’impegno della Comunità Collinare del Friuli è quello di consolidare il ruolo del rifugio di Rive d’Arcano come presidio pubblico di accoglienza, cura e protezione, promuovendo una gestione responsabile e una costante collaborazione con il territorio.
