Cresce l’impatto della libera professione sulla sanità, ma lo Iov resiste al pubblico
Cresce l’impatto della libera professione sulla sanità, ma lo Iov resiste al pubblico

La sanità veneta registra un aumento significativo delle prestazioni a pagamento, con un trend che vede la libera professione emergere in diversi ambiti, a partire dalle visite specialistiche e dalla diagnostica per immagini. A fronte di dati complessivi che segnalano un totale di 518.250 prestazioni private a fronte di 111.264 prestazioni pubbliche, la Regione ha intensificato i controlli per evitare abusi e garantire l’equilibrio tra i due sistemi. Tuttavia, lo Iov, l’Istituto Oncologico Veneto, rappresenta un’eccezione, con un calo delle prestazioni a pagamento e una forte tenuta del canale istituzionale pubblico.
Un trend a due velocità in tutta la Regione
Nella provincia di Padova, il fenomeno si fa più evidente, con un incremento delle prestazioni private in ambito ambulatoriale e chirurgico. Nell’Ulss 6 Euganea, ad esempio, i ricoveri chirurgici privati sono cresciuti nel biennio da 105 a 162, pur rimanendo sotto la media regionale con un’incidenza dello 0,25%. La libera professione si espande, ma non in tutti i settori. In particolare, le visite cardiologiche e oculistiche registrano numeri elevati, con 12.672 e 16.362 prestazioni private, rispettivamente.
Lo Iov: un modello di tutela del pubblico
Lo Iov, invece, mostra una tendenza opposta. Nel 2025, le dimissioni in libera professione sono calate da 112 a 76 casi, riducendo l’indice di solvenza dallo 1,20% allo 0,78%. La struttura si concentra sulla protezione del paziente, privilegiando il canale istituzionale per garantire tempestività terapeutica. Questo orientamento si riflette anche nelle prestazioni ambulatoriali, dove i volumi dell’attività pubblica rimangono nettamente prevalenti, con un forte controllo su quelle oncologiche. La Regione ha adottato misure stringenti per limitare l’espansione della libera professione, attraverso un documento che stabilisce regole chiare per l’Alpi, l’attività a pagamento. I medici devono programmare le prestazioni private tramite un budget annuale, evitando di competere con i servizi istituzionali. Le sanzioni sono previste in caso di violazioni, con la sospensione immediata dell’esercizio della libera professione. Questo quadro complesso mostra una sanità in evoluzione, con diversi modelli di gestione e una crescente attenzione al controllo e alla tutela del sistema pubblico.
La nuova relazione semestrale della commissione paritetica regionale per l’Alpi conferma l’impegno per un equilibrio tra i due sistemi. La libera professione, pur in crescita, deve fare i conti con regole più rigorose, mentre lo Iov si conferma un punto di riferimento per la tutela del paziente e la continuità del servizio pubblico. La sanità veneta si trova in un momento di transizione, con sfide e opportunità che richiedono una gestione attenta e responsabile.
