Pasquale Favasuli, il medico che ha fatto la Reggina
Pasquale Favasuli, medico sociale della Reggina da 30 anni, simbolo di fedeltà e identità.

Da 30 anni, Pasquale Favasuli è il medico sociale della Reggina, un ruolo che ha trasformato in un simbolo di fedeltà e identità. Ogni giorno, al campo di Cantalupa, il suo lavoro si intreccia con il rituale dell’inno “Vai Reggina”, che apre ogni seduta e unisce il gruppo. Non è solo un’abitudine, ma un rito che ha radici profonde e che lui ha sempre sostenuto, con dedizione e umiltà. Il suo impegno non si limita al lavoro professionale, ma si estende a una presenza costante, a un’attenzione uguale per tutti, e a una scelta di vita fatta di fedeltà a una squadra e a una città.
Un’identità fatta di dedizione
La Reggina, per Favasuli, non è solo una squadra, ma una parte della sua vita. Da oltre trent’anni, lui ha scelto di rimanere accanto a una squadra che, nel calcio moderno, spesso vede tecnici e giocatori spostarsi di club in club. Lui, invece, ha fatto una scelta opposta: rimanere, nonostante le richieste per portarlo altrove. La sua fedeltà non è mai stata una scelta di comodità, ma un impegno profondo, fatto di presenza e di attenzione, sempre uguale per tutti, senza distinzione. La sua dedizione si traduce in un lavoro quotidiano, in un’attenzione costante, e in una presenza che non si limita al ruolo professionale. La sua storia è un esempio di come un lavoro possa diventare un simbolo, e come una scelta di vita possa lasciare un segno duraturo.
Un uomo che non ha mai smesso di indossare la maglia
Il campo di Cantalupa racconta due storie: quella del rito collettivo, che unisce il gruppo attraverso l’inno, e quella di un uomo solo, che ha sempre portato con sé la maglia della Reggina. Pasquale Favasuli, medico sociale e responsabile sanitario, non ha mai smesso di indossare, a modo suo, la maglia amaranto. La sua dedizione si traduce in un lavoro quotidiano, in un’attenzione costante, e in una presenza che non si limita al ruolo professionale, ma si estende a una relazione umana con tutti, dal giocatore al magazziniere, dal dirigente al tifoso.
Chi lo conosce parla di una persona che non ha mai fatto pesare il proprio ruolo, ma che ha sempre trattato con uguaglianza e rispetto. La sua umiltà e la sua disponibilità sono diventate un punto di riferimento per intere generazioni di giocatori, un’identità fatta di dedizione e di fedeltà. In un ambiente in cui spesso si cerca il profitto, lui ha scelto di restare, non per interesse, ma per amore. La Reggina, per Pasquale Favasuli, non è solo un club, ma una parte della sua vita. La sua storia è un esempio di come la dedizione, la fedeltà e l’umiltà possano diventare un’identità, una storia che si racconta ogni giorno, con l’inno “Vai Reggina” e con la presenza di un uomo che ha sempre scelto di restare.
- 30 anni di fedeltà alla Reggina
- Ritualità quotidiana del campo di Cantalupa
- Uguaglianza e attenzione per tutti
La sua storia è un esempio di come un lavoro possa diventare un simbolo, e come una scelta di vita possa lasciare un segno duraturo.
