Carceri in emergenza: sovraffollamento, caldo e crisi di salute mentale tra i minori
Condizioni critiche in carcere: sovraffollamento, caldo e uso di psicofarmaci tra i minori

Le carceri italiane affrontano un’estate estremamente difficile, con condizioni strutturali precarie, sovraffollamento e un aumento dei casi di disturbi mentali tra i detenuti, specialmente tra i minori. A Milano, il carcere minorile Beccaria ha segnalato un uso improprio di psicofarmaci da parte di alcuni ragazzi, mentre in diversi istituti si registrano mancanze di acqua corrente, ventilatori e docce. Secondo il rapporto di metà anno di Antigone, l’associazione che tutela i diritti delle persone detenute, nei penitenziari del Paese ci sono quasi 65mila detenuti a fronte di poco più di 46mila posti, con un tasso medio di affollamento vicino al 140%. Il caldo estivo peggiora ulteriormente la situazione, con strutture spesso non preparate a gestire le temperature estreme.
Salute mentale e uso di psicofarmaci tra i minori
La comandante del carcere minorile Beccaria, Jolanda Tortù, ha segnalato un aumento dei ragazzi con disturbi mentali e del comportamento, con una gestione del problema che si basa spesso sull’uso di psicofarmaci. «I minori? Prendono psicofarmaci come caramelle», ha spiegato Tortù durante una visita organizzata dalla Camera Penale milanese. Alcuni ragazzi arrivano con un rapporto problematico con gli psicofarmaci, che in alcuni casi vengono assunti insieme all’hashish e senza controllo. Dopo le prime settimane, però, alcuni chiedono di essere seguiti e curati. Chiedono di essere curati, chiedono le terapie, ha precisato Tortù.
Secondo quanto emerso durante una visita organizzata dalla Camera Penale milanese nell’ambito del progetto «Ristretti in agosto», solo un terzo dei ragazzi arriverebbe in istituto con una terapia già avviata. La comandante Eleonora Cinque ha sottolineato che la risposta non può fermarsi ai farmaci. «Serve un lavoro quotidiano fatto di relazione e responsabilizzazione», ha detto Cinque. «Hanno bisogno di contenimento ma anche della parola», ha aggiunto, affinché la detenzione diventi lo strumento per prendere coscienza delle proprie azioni e costruire, quando possibile, un percorso di reinserimento.
Strutture in crisi e mancanza di servizi
Le condizioni strutturali delle carceri aggravano ulteriormente la situazione. In diversi istituti, con l’arrivo dell’estate, si riducono o si fermano le attività pensate per favorire la socialità. A Milano Opera, in alcuni reparti, è mancata l’acqua corrente e la Croce Rossa ha dovuto distribuire oltre 600 bottigliette. A Trapani sono state segnalate muffa, ruggine e acqua giallastra dai rubinetti. Le docce restano un problema diffuso: più della metà degli istituti italiani ha celle prive di doccia. Il caldo entra nelle celle e trova strutture spesso impreparate a contenerlo. In alcuni casi, i detenuti preferiscono rimanere in cella, sdraiati sulle brande, piuttosto che affrontare il caldo del cortile.
La situazione è drammatica e richiede interventi urgenti. L’attore Pietro Sermonti, in visita al carcere, ha espresso preoccupazione: «Non possiamo voltarci dall’altra parte». La denuncia di un padre di un 15enne italiano, il cui figlio è in carcere a Malta da 70 giorni, ha sottolineato le condizioni allarmanti in cui si trovano alcuni detenuti. L’emergenza in carcere non è solo un problema di sovraffollamento, ma anche di salute mentale e di accesso a servizi essenziali. La situazione richiede una risposta concreta e immediata da parte delle istituzioni.
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