Il disagio psicologico dei giovani è la vera emergenza

Francesco Vaia sottolinea l’importanza della prevenzione per il disagio psicologico dei giovani.

Un uomo parla durante un'intervista su un tema di salute mentale e prevenzione
Un uomo parla durante un’intervista su un tema di salute mentale e prevenzione

Il disagio psicologico dei giovani è la vera emergenza

Francesco Vaia, componente vicario dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità e ex direttore generale della prevenzione sanitaria, ha sottolineato durante un’intervista su RTL 102.5 che il disagio psicologico dei giovani rappresenta una vera emergenza. Secondo il professor Vaia, il tema non riguarda solo individui in difficoltà, ma interessa tutta la società, richiedendo una risposta condivisa e concreta. L’emergenza non è solo un problema individuale, ma un fenomeno che coinvolge l’intera comunità, con conseguenze che si fanno sentire soprattutto tra i giovani.

Prevenzione e diagnosi: dati allarmanti

I dati dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano un aumento significativo delle diagnosi di disturbo dello spettro autistico tra i bambini tra i 7 e i 9 anni, con un’incidenza ogni 77. Questo incremento non è attribuibile al periodo pandemico, ma riflette una maggiore consapevolezza e capacità diagnostica. Tuttavia, Vaia ha sottolineato che è necessario interrogarsi sui fattori in gioco, evitando teorie antiscientifiche come quella che collega i vaccini all’autismo, mai dimostrate da evidenze scientifiche. L’attenzione deve concentrarsi non solo sulle diagnosi, ma anche sulle cause e sui modi per intervenire prima che i problemi si aggravino.

La prevenzione è un principio condiviso, ma richiede azioni concrete. La società ha sviluppato modalità di relazione sempre più chiuse e meno orientate alla socialità, alla vita all’aria aperta e all’incontro con gli altri. Questo è stato un errore grave che stiamo ancora pagando, come confermato dai dati e dagli studi dell’Istituto Superiore di Sanità. Il periodo 2018-2022 è stato caratterizzato da un aumento significativo delle diagnosi di disturbo dello spettro autistico, un fenomeno che riguarda tutta la popolazione, ma che deve preoccuparci soprattutto per il coinvolgimento dei giovani.

Il problema, però, è far diventare concreto il piano sanitario nazionale dedicato al disagio mentale, realizzato quando era al Ministero come direttore generale della prevenzione. Il piano è stato importante, ma deve essere applicato realmente, sia a livello regionale che comunale. Per questo, è necessario che le Regioni lo implementino e i Comuni lo rendano operativo. La prevenzione non è solo un concetto, ma un impegno concreto che richiede lavoro e collaborazione tra diversi settori. La prevenzione non è solo un concetto, ma un impegno concreto.

La legge Basaglia, che ha chiuso le porte dei manicomi e ha aperto una nuova stagione di cura e inclusione, è stata una conquista importante. Ma dopo quasi cinquant’anni, forse questa legge avrebbe dovuto essere accompagnata da fatti concreti: dalla creazione di appartamenti protetti, da percorsi di abitare assistito, dalla possibilità di mettere insieme queste persone e non lasciarle sole, soprattutto senza lasciare sole le famiglie, spesso spaventate e prive di strumenti. Trattare persone con disagio psichico e psichiatrico significa occuparsi di fragilità, che devono essere prevenute. La società deve ricordare che il tema riguarda la collettività nel suo insieme: riguarda la scuola, le famiglie, il lavoro, l’abitare, i servizi sociali. Riguarda l’intera comunità. È un tema che interpella tutti noi. Ecco perché dico che bisogna guardare alla luna e non al dito.