Furto di opere di Antonello a Messina durante la processione: ipotesi di fuga via mare e via terra

Furto di quattro opere di Antonello a Messina durante la processione. Ipotesi di fuga via mare e via terra. Sono state rubate opere di alto valore.

Due uomini fuggono con opere di Antonello durante la processione a Messina, ipotesi di fuga via mare e via terra
Due uomini fuggono con opere di Antonello durante la processione a Messina, ipotesi di fuga via mare e via terra

Il 15 agosto a Messina si è verificato un furto di quattro opere di Antonello da parte di due uomini, durante la processione della Vara. Le opere, tra cui il Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino, sono state trafugate nonostante la presenza di personale di custodia, sistemi di allarme e videosorveglianza. L’ipotesi più plausibile è che le opere siano state trasportate via mare, in un yacht attraccato nel cuore della città, o via terra, in una macchina. La città è sconvolta e le indagini sono in corso.

Il furto durante la processione

Il furto si è verificato durante la processione della Vara, un evento centrale per la città di Messina. Il 15 agosto, giorno in cui la città si popola come in nessun altro momento dell’anno, i ladri hanno sfruttato la concentrazione di forze e la presenza di turisti per compiere l’operazione. Due uomini sono entrati nel Museo Regionale di Messina, dove erano in servizio quattro custodi. Nonostante l’attivazione di allarme e videosorveglianza, i ladri hanno eluso i sistemi di sicurezza e hanno preso tre tavole del Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino.

La Mobile sta valutando diverse piste, tra cui l’ipotesi che le opere siano state trasportate via mare, in un yacht attraccato nel cuore di lusso della città. La spiaggia del Ringo, poco distante dal Museo, è un punto di accesso ideale per un’operazione di questo tipo. Altri indizi suggeriscono che i ladri potrebbero aver utilizzato una macchina, dato che l’area intorno al Museo è molto estesa e difficile da monitorare.

Le ipotesi di fuga

Le indagini della Squadra Mobile di Messina stanno valutando diverse piste. Una delle ipotesi più interessanti è che le opere siano state trasportate via mare, in un yacht attraccato nel cuore di lusso della città. La spiaggia del Ringo, poco distante dal Museo, è un punto di accesso ideale per un’operazione di questo tipo. Altri indizi suggeriscono che i ladri potrebbero aver utilizzato una macchina, dato che l’area intorno al Museo è molto estesa e difficile da monitorare.

La Mobile sta analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza, ma la vastità dell’area rende il lavoro complesso. Il furto ha suscitato un grande scalpore nella città, che è sconvolta dalla notizia. Le opere rubate sono di alto valore, con la tavoletta bifronte che ha avuto un prezzo di 14 milioni di euro. La Regione Siciliana ha avviato un’indagine interna per chiarire eventuali responsabilità e garantire la sicurezza delle opere.

Le opere rubate sono un patrimonio unico per la città di Messina. Il Polittico di San Gregorio, firmato e datato 1473, è un’opera pensata, commissionata e dipinta a Messina. La sua perdita ha suscitato un forte dolore tra gli esperti e i cittadini. L’archeologo Giuseppe Finocchio ha commentato la notizia con parole di lutto, sottolineando l’importanza delle opere per la cultura e la storia della città. La Regione Siciliana ha espresso la sua determinazione a ricostruire ogni passaggio. Il presidente Renato Schifani ha dichiarato che l’indagine interna avvierà la ricostruzione di ogni aspetto e garantirà la restituzione delle opere. La città, sconvolta dal furto, attende con ansia i risultati delle indagini e la restituzione dei capolavori rubati.