Familiari di Pamela Mastropietro: “Traini è libero perché ha i requisiti”
Familiari di Pamela Mastropietro commentano la scarcerazione di Luca Traini, sottolineando i requisiti soddisfatti.
Le familiari di Pamela Mastropietro, vittima dell’omicidio avvenuto a Macerata nel gennaio 2018, hanno commentato la decisione del Tribunale di Sorveglianza di concedere la libertà provvisoria a Luca Traini, il 35enne condannato per aver sparato a sei migranti tre giorni dopo l’omicidio della giovane. Secondo il legale Marco Valerio Verni, che rappresenta la madre e i familiari di Pamela, la scarcerazione è giustificata in quanto Traini ha soddisfatto tutti i requisiti richiesti. “Riteniamo che se il Tribunale ha accolto la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali, ne sussistessero tutti i requisiti per poterlo fare”, ha affermato il penalista.
La giustizia deve risolvere i casi in tribunale
Verni ha sottolineato che “tutto, anche il peggiore dei crimini, si deve risolvere in un tribunale e giammai seguendo altre vie che aprirebbero la strada ad una giustizia fai da te che non appartiene, né deve appartenere ad uno stato di diritto”. L’avvocato ha espresso fiducia nel sistema giudiziario, pur ammettendo che si possa criticare quando ci sono presupposti. Nonostante quanto ci è accaduto, che è stato definito addirittura un unicum nella storia della criminologia mondiale degli ultimi cinquanta anni, così facciamo e così abbiamo fatto, ha concluso.
Traini ha affermato di non essere più “quella persona”
Secondo il legale, Traini ha dichiarato di non essere più “quella persona” e si augura che la funzione rieducativa del carcere abbia trovato pieno svolgimento. “L’augurio è che la funzione rieducativa che il carcere, secondo il nostro ordinamento, dovrebbe avere, abbia, in questo caso, trovato pieno svolgimento”, ha aggiunto Verni. L’avvocato ha anche espresso speranza che il processo rieducativo possa essere applicato anche a Oseghale, il carnefice di Pamela, che è stato condannato da tre sentenze di merito e tre di Cassazione.
Le familiari di Pamela Mastropietro hanno espresso fiducia nel sistema giudiziario, pur rimanendo preoccupate per la situazione di Oseghale. “Confidiamo che lo stesso risultato ‘rieducativo’, possa essere conseguito con Oseghale, affinché si penta di tutto quel che ha fatto e, magari, faccia i nomi di eventuali complici sulla cui possibile presenza continuiamo a nutrire dei sospetti”, ha concluso il legale. La famiglia, pur provata, continua a credere nel sistema giudiziario e nel processo di rieducazione.
La decisione del Tribunale di Sorveglianza ha suscitato reazioni da parte dei familiari di Pamela, che hanno sottolineato la necessità di rispettare le procedure legali. Tutto, anche il peggiore dei crimini, si deve risolvere in un tribunale, ha ribadito Verni, sottolineando l’importanza del sistema giudiziario nel risolvere i casi, anche quelli più gravi.
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