Intelligenze Artificiali: il progresso è un’opportunità per tutti
Matteo Flora analizza l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulle nuove generazioni e sulle famiglie.

Matteo Flora, divulgatore scientifico e docente universitario, torna con la sua rubrica “Intelligenze Artificiali” su TgCom24, in onda da sabato 5 settembre. In un’intervista esclusiva a TvBlog, il noto esperto ha sottolineato come l’evoluzione tecnologica, se ben gestita, possa rappresentare un’opportunità per tutti, non solo per chi è cresciuto al centro dell’innovazione. L’obiettivo della trasmissione è spiegare in modo accessibile l’Intelligenza Artificiale, un tema complesso ma cruciale per la società moderna.
Intelligenza Artificiale: un alleato, non un sostituto
Flora ha chiarito che l’Intelligenza Artificiale non è un sostituto dell’uomo, ma un strumento che può aiutare a migliorare la quotidianità. “L’AI farà quello che hanno già fatto i computer su una scala molto più ampia”, ha spiegato. Tuttavia, ha sottolineato che il vero pericolo non è legato alle professioni, ma all’autonomia di pensiero. Il rischio è che molti si abituino a usare l’AI come un oracolo, senza verificare le fonti e dando per scontato che i risultati siano veri. L’obiettivo della rubrica è far capire che l’AI è un alleato, ma non può prendere il posto dell’utente.
La sfida della comunicazione
La sfida più grande, secondo Flora, è quella di rivolgersi a un pubblico eterogeneo, facendo leva su chi non è cresciuto al centro dell’innovazione tecnologica. “Molti potrebbero dire perché è più importante la Signora Maria di Casale Litta piuttosto che i decisori e i politici. La risposta è semplice: ci sono tanti modi in cui i tecnici e gli addetti ai lavori possono documentarsi, al contrario l’utente medio ha pochi modi per capire effettivamente quanto l’Intelligenza Artificiale sia già in mezzo a noi”, ha spiegato.
Flora ha anche parlato del rischio che i ragazzi perdano competenze se si affidano troppo all’AI. “I dati all’estero mostrano che i ragazzi perdono competenze acquisite perché fanno fare tutto all’AI”, ha sottolineato. Per questo motivo, è importante far capire che l’Intelligenza Artificiale deve essere un supporto, non una macchina che fa il lavoro al posto nostro. Questo dipende anche dagli insegnanti stessi, che devono trovare nuovi modi per valutare e coinvolgere gli studenti.
Flora ha anche affrontato il tema della sicurezza online, in particolare riguardo ai minori. “A oggi non può esserci per legge sui social un minore sotto i 13 anni, il problema qual è?”, ha chiesto. Ha spiegato come i genitori spesso danno il cellulare ai figli e permettono loro di usare l’account social degli adulti, creando una sorta di finta sicurezza. “L’unica cosa che genera la proibizione è una sorta di finta sicurezza del siccome c’è una norma le cose andranno a posto lo stesso e io non dovrò impegnarmi nel ruolo genitoriale”, ha sottolineato.
Flora ha anche parlato del rischio che i minori aggirino le verifiche o mettano in mezzo i genitori per farsi gestire gli account. “Sfortunatamente questa cosa non funziona. In altri Stati con il blocco è accaduto che il numero dei minori online sui social è diminuito, ma i rischi per loro online sono aumentati”, ha spiegato. Per questo motivo, è necessario trovare un equilibrio tra libertà e sicurezza, senza ricorrere al proibizionismo. Con la sua rubrica, Matteo Flora cerca di spiegare come l’Intelligenza Artificiale sia realmente in mezzo a noi e abbia preso possesso della quotidianità attraverso gesti di tutti i giorni e necessità che si presentano ogni momento. L’obiettivo è far capire che il progresso può essere un’opportunità, se ben gestito e se si cerca di farlo comprendere a tutti. “Non si parla soltanto della mera progettazione dei chip, ma anche del controllo della spesa pubblica, l’analisi dei risultati di una tac o risonanza magnetica”, ha concluso.
