Meredith Kercher, dal delitto di Perugia ai processi: le tappe di un caso giudiziario internazionale
Un caso che ha scosso l’Italia e l’opinione pubblica internazionale, con processi e condanne che hanno visto la ragazza britannica Meredith Kercher uccisa nel 2007.

Meredith Kercher, una studentessa britannica, è stata trovata morta nel suo appartamento a Perugia il 1 novembre 2007. Il caso ha scosso l’Italia e l’opinione pubblica internazionale, portando a una serie di processi, condanne e assoluzioni che hanno visto coinvolgere Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Guede. L’omicidio ha dato origine a un caso giudiziario complesso, con prove, contestazioni e riconoscimenti che hanno visto la luce in diversi gradi di giustizia.
Le prime indagini e l’arresto dei sospetti
Il corpo senza vita di Meredith Kercher è stato ritrovato nell’appartamento che condivideva con altre studentesse. Secondo gli investigatori, la ragazza è stata uccisa la notte prima. La polizia ha arrestato Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Patrick Lumumba, un barista congolese. Lumumba è stato rilasciato dopo la mancanza di prove, mentre Rudy Guede, un ivoriano, è stato estradato dalla Germania e condannato a 30 anni di carcere in primo grado.
La condanna iniziale di Rudy Guede ha suscitato dibattito e attenzione internazionale.
Processi e condanne successive
Il 28 ottobre 2008, Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati imputati per omicidio e violenza sessuale. Rudy Guede, che ha scelto il rito abbreviato, è stato condannato a 30 anni di carcere. Il 16 gennaio 2009, si apre a Perugia il processo di primo grado contro Knox e Sollecito. La corte riconosce entrambi colpevoli di omicidio e violenza sessuale, condannandoli rispettivamente a 26 e 25 anni di carcere. La corte di appello conferma la condanna di Guede, riducendola a 16 anni.
Le condanne iniziali hanno suscitato reazioni e contestazioni da parte dei familiari e degli avvocati degli imputati.
Il 24 novembre 2010 inizia il processo di appello di Perugia contro Knox e Sollecito. La Corte di cassazione conferma la condanna di Guede a 16 anni. Il 29 giugno 2011, un’indagine forense indipendente trova che molte delle prove del DNA che inchiodano Knox e Sollecito sono inaffidabili. La corte d’appello di Perugia assolve i due ragazzi per “mancanza di prove di colpevolezza”. La Cassazione ribalta la situazione e cancella le assoluzioni, riaprendo il processo a Firenze.
La Corte d’Assise d’Appello del capoluogo lombardo conferma la colpevolezza degli imputati, condannando Amanda Knox a 28 anni e 6 mesi di reclusione e Raffaele Sollecito a 25 anni. La Corte di Cassazione assolve Sollecito e Knox per non aver commesso il fatto, ma conferma la condanna a 3 anni per calunnia nei confronti di Lumumba. La Corte cassa tutte le prove genetiche e accetta nuovamente la perizia scientifica del 2011, che stabilisce la presenza di DNA di diversi uomini, tra cui uno simile a Sollecito, sul gancetto.
Rudy Guede esce dal carcere dopo aver scontato 14 anni di reclusione. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di Amanda Knox e cancella la condanna per la calunnia nei confronti di Patrick Lumumba, ma dispone un nuovo processo. I legali di Knox ottengono l’annullamento del verdetto sulla base dell’articolo 628 bis del Codice di procedura penale. La Corte d’assise d’appello di Firenze conferma la condanna di Amanda Knox a tre anni, già scontati, per aver calunniato Lumumba.
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