Ergastolo per Marco Bianchi, 28 anni a Gabriele per omicidio di Willy Monteiro Duarte
Corte d’Appello condanna ergastolo a Marco Bianchi per omicidio di Willy Monteiro Duarte, 28 anni a fratello Gabriele.

L’omicidio di Willy Monteiro Duarte, avvenuto il 6 settembre 2020 a Colleferro, ha visto i due fratelli Marco e Gabriele Bianchi condannati in via definitiva dalla Corte d’Appello di Roma. Marco Bianchi, 28 anni, è stato condannato all’ergastolo per il pestaggio che ha causato la morte del giovane, mentre il fratello maggiore Gabriele ha ricevuto una pena di 28 anni di carcere, in considerazione delle attenuanti generiche riconosciute. La sentenza, emessa nell’udienza del 17 gennaio 2025, conferma la posizione della procura generale di Roma, che aveva chiesto l’ergastolo per entrambi i fratelli.
Un processo lungo e faticoso
Il processo, che ha visto la partecipazione di diversi legali e la collaborazione tra la parte civile e la pubblica accusa, ha richiesto anni di lavoro. L’avvocato Massimo Ferrandino, parte civile per il comune di Artena, ha espresso soddisfazione per la sentenza, definendola “severe ma che rispecchiano un accaduto cruento ed efferato”. La procura generale aveva sostenuto l’ergastolo per entrambi i fratelli, sottolineando l’orrore del crimine commesso. Marco Bianchi, durante il processo, ha ammesso di aver tirato un calcio alla vittima, un elemento che ha contribuito alla gravità della condanna.
La procura generale di Roma aveva chiesto la pena dell’ergastolo per i due fratelli nell’udienza che si è svolta lo scorso 17 gennaio. I due fratelli, prima che i giudici entrassero in camera di consiglio, hanno espresso il loro dolore e chiesto scusa alla famiglia di Willy, dicendo: “Noi non siamo dei mostri”. Questa dichiarazione ha rappresentato un momento emozionante e significativo del processo, che ha visto la collaborazione tra la parte civile e la pubblica accusa.
Le parole della madre di Willy
Lucia Monteiro Duarte, la madre del giovane ucciso, ha espresso profondo dolore e disperazione dopo la sentenza. “Le condanne non ce lo ridaranno”, ha detto, ricordando che per la sua famiglia rimane solo una fotografia e la voce di Willy, un ricordo lontano. La donna ha espresso la speranza che i fratelli Bianchi possano imparare a rispettare gli altri e evitare che altre famiglie vivano un trauma simile. “Mi auguro che questi ragazzi apprezzino il fatto di essere vivi con una famiglia che li può vedere e sentire la loro voce”, ha concluso.
La sentenza ha visto la collaborazione tra la parte civile e la pubblica accusa, con un particolare riconoscimento al dottor Brando, che ha portato avanti un lavoro faticoso e professionale. La famiglia di Willy ha espresso la sua gratitudine per la giustizia che ha portato alla condanna dei due fratelli, pur rimanendo ferma nel dolore per la perdita del figlio. La sentenza, quindi, rappresenta un ulteriore passo nella giustizia per un caso che ha scosso la comunità locale e ha suscitato emozioni intense.
