Garlasco, la battaglia per il racconto: esposto, denunce e revisione in corso

Nuovo fronte giudiziario a Garlasco: esposto dei Cappa, denuncia a Milo Infante e revisione di Alberto Stasi.

Garlasco, la battaglia per il racconto: esposto, denunce e revisione in corso
Garlasco, la battaglia per il racconto: esposto, denunce e revisione in corso

Il caso Garlasco, noto per l’omicidio di Chiara Poggi del 13 agosto 2007, ha visto negli ultimi giorni un ulteriore sviluppo che ha reso ancora più complessa la situazione. L’esposto presentato da Stefania Cappa, figlia di Chiara, ha scatenato una serie di reazioni e contestazioni, portando a nuove denunce e a una revisione del processo di Alberto Stasi. La vicenda, che si sviluppa tra accuse e difese, ha coinvolto giornalisti, avvocati e istituzioni, con un impatto mediatico e giudiziario senza precedenti.

La guerra delle carte: esposto e denunce

L’esposto di Stefania Cappa, reso pubblico il 24 agosto, ha accusato una presunta «regia mediatica» intorno al caso, con l’obiettivo di indirizzare l’attenzione investigativa verso soggetti estranei al delitto. Il documento, che contiene ricostruzioni, registrazioni audio e lavoro di un investigatore privato, ha indicato come bersagli Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, Alessandro De Giuseppe e Francesco Marchetto. La famiglia Cappa sostiene che la strategia sarebbe volta a sostenere l’innocenza di Stasi e a spostare l’attenzione verso di loro.

La reazione immediata è arrivata da De Rensis, che ha definito l’esposto «uno dei più grandi autogol» mai visti. Il legale ha respinto l’idea di aver partecipato a una strategia finalizzata a indirizzare le indagini o a colpire la famiglia Cappa. La situazione si è ulteriormente complicata con l’intercettazione tra Stefania Cappa e il padre Ermanno, resa pubblica martedì, che ha alimentato ulteriormente il dibattito. Il 26 agosto, Milo Infante ha annunciato di essere stato denunciato per ricettazione dopo aver mostrato in trasmissione il contenuto dell’esposto.

La denuncia di Stefania Cappa ha scatenato un dibattito su come e perché un documento giudiziario sia diventato pubblico.

Lo scontro tra Infante e Bruzzone

Nelle ultime ore si è aperto un ulteriore fronte tra Milo Infante e Roberta Bruzzone. Al centro c’è un passaggio dell’esposto Cappa relativo a una ricostruzione attribuita alla criminologa e a presunte affermazioni di De Rensis nei confronti di Stefania Cappa. Infante ha contestato pubblicamente quella ricostruzione, mentre Bruzzone ha annunciato che valuterà iniziative giudiziarie una volta rientrata in Italia. Il conduttore ha replicato dicendosi pronto a confrontarsi anche davanti a un giudice.

La situazione si è ulteriormente complicata con la diffusione di materiale giudiziario in televisione, che ha alzato il livello dello scontro. La questione non riguarda solo il contenuto dell’esposto, ma anche come quel documento fosse arrivato alla stampa e se potesse essere divulgato. È da qui che nasce il passaggio probabilmente più clamoroso della settimana: Stefania Cappa denuncia Milo Infante per ricettazione.

La battaglia tra ricostruzioni contrapposte ha reso il caso Garlasco un’inchiesta parallela a quella principale.

Mentre il fronte mediatico occupa televisioni e giornali, c’è però una partita molto più importante che continua a essere giocata lontano dalle telecamere: quella di Alberto Stasi. Mercoledì Antonio De Rensis ha confermato nuovamente che la richiesta di revisione della condanna arriverà. La collega Giada Bocellari starebbe concentrando in queste settimane gran parte del lavoro proprio sulla preparazione dell’istanza.

La difesa lavora alla revisione da quando la nuova inchiesta pavese ha indicato Andrea Sempio come responsabile dell’omicidio secondo l’ipotesi accusatoria della Procura. La stessa Procura di Pavia ha trasmesso gli atti alla Procura generale di Milano affinché possa valutare autonomamente se chiedere la revisione del processo conclusosi con la condanna definitiva di Stasi. Ma il passaggio di queste ore è significativo perché l’estate sta finendo e l’annunciata istanza non è ancora stata depositata.

Quando accadrà, sarà la Corte d’Appello di Brescia a dover valutare se gli elementi raccolti nella nuova indagine abbiano una forza tale da consentire di riaprire il giudicato. Intanto, Andrea Sempio rimane l’unico indagato nella nuova inchiesta della Procura di Pavia sull’omicidio di Chiara Poggi e continua a dichiararsi innocente. Il procedimento non è ancora arrivato alla richiesta di rinvio a giudizio.