Due anni senza Giulia Cecchettin: un ricordo che non si spegne

Due anni dopo la morte di Giulia Cecchettin, la violenza sulle donne rimane un tema cruciale. Celebrazioni rinviate al 25 novembre.

Due anni senza Giulia Cecchettin: un ricordo che non si spegne
Due anni senza Giulia Cecchettin: un ricordo che non si spegne

Due anni dopo la tragica morte di Giulia Cecchettin, la sua figura rimane un simbolo di lotta contro la violenza sulle donne. La giovane, assassinata il 11 novembre 2023 da Filippo Turetta, ha scatenato un dolore profondo in tutta l’Italia. Le celebrazioni per la sua memoria sono state rinviate al 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza di genere, in segno di rispetto e di continuità nel ricordo. La sua storia, drammatica e triste, ha acceso un dibattito nazionale su temi che non si esauriscono con un evento commemorativo.

Un omicidio che ha scosso l’Italia

Giulia Cecchettin fu uccisa da Filippo Turetta, il suo ex fidanzato, in un parcheggio di Vigonovo, a pochi metri dall’abitazione della ragazza. La scena dell’omicidio, ripresa da una telecamera di sorveglianza, ha rivelato un atto di violenza estremo: Turetta l’aveva pugnalata ripetutamente con un coltello da cucina. Dopo l’uccisione, il giovane si mise in fuga, guidando la sua Fiat Punto nera per giorni, fino a raggiungere la Germania. La sua fuga, lunga circa mille chilometri, fu segnalata da un passante che notò la sua auto ferma, senza benzina, sulla corsia d’emergenza dell’autostrada A9.

La sua fuga fu segnalata da un passante che notò la sua auto ferma, senza benzina, sulla corsia d’emergenza dell’autostrada A9. Turetta, in quel momento, non era solo il latitante più ricercato d’Italia, ma anche dall’Interpol. Prima di passare le frontiere di Austria e Germania, gettò il corpo di Giulia in un canalone posto sul Pian delle More, lungo la strada che dal lago di Barcis porta alla stazione turistica di Piancavallo, in provincia di Pordenone.

Un simbolo di lotta e di speranza

La morte di Giulia ha suscitato un forte impatto emotivo e sociale. Il suo funerale, tenutosi il 5 dicembre 2023 a Padova, fu seguito da migliaia di persone. La giovane, che studiava Ingegneria biomedica e si avvicinava alla laurea, è ricordata anche all’università di Padova, dove un’area del campus è dedicata al suo ricordo. Il direttore del Dipartimento, Gaudenzio Meneghesso, ha deposto un mazzo di fiori sulla panchina dipinta di rosso, un simbolo di lotta contro la violenza di genere.

«Non dobbiamo stancarci di contrastare ogni giorno la violenza di genere», ha riflettuto Meneghesso. Nel nostro campus molti si stanno soffermando davanti a questa panchina, che ancora oggi ci obbliga a ricordarci che non dobbiamo stancarci di contrastare ogni giorno la violenza di genere.

Oggi gli studenti si ritroveranno alle 17 al Portello per una cerimonia laica di ricordo e lotta, indetta da Udu Padova e Rete studenti medi. Agiteranno i mazzi di chiavi per fare rumore «perché il silenzio su queste tragedie è come voltarsi dall’altra parte». Un rituale che da Giulia in poi, è diventato un simbolo contro la violenza di genere.

Il padre, Gino Cecchettin, ha lanciato un appello al Ministero per l’educazione affettiva a scuola, sperando di trasmettere i valori che Giulia aveva nel cuore. La sua storia ha ispirato iniziative e simboli di resistenza. A lei sono state intitolate strade e piazze, palazzetti e scuole pubbliche e sono stati istituiti premi e borse di studio.