Il sindaco di Como e l’assessore regionale in guerra: “Fermi scarica colpe e fa video, dovrebbe imparare a fare politica”
Il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, accusa l’assessore regionale Alessandro Fermi di scaricare colpe e di non sapere fare politica. La tensione cresce dopo la sospensiva del Tar per la scuola Corridoni.
Il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, ha acceso una guerra di parole con l’assessore regionale comasco Alessandro Fermi, accusandolo di scaricare colpe e di non sapere fare politica. La tensione nasce dopo la decisione del Consiglio di Stato, che ha permesso alle lezioni della scuola Corridoni di proseguire nel loro edificio, grazie a una sospensiva del Tar. Rapinese, in un’intervista, ha sottolineato come il documento che ha portato alla chiusura della scuola di via Sinigaglia fosse stato votato da Fermi, e ha accusato l’assessore di non comprendere le dinamiche locali. “Fermi ha votato quel documento, e non sa fare politica”, ha detto il sindaco, aggiungendo che il suo atteggiamento è solo un modo per evitare di assumersi responsabilità.
La scuola salva, ma il dibattito non si placa
La sospensiva del Tar ha salvato per ora la scuola Corridoni, permettendo ai bambini di proseguire le lezioni nello stesso edificio. Tuttavia, il dibattito tra Rapinese e Fermi non si è placato. Il sindaco ha sottolineato come il documento che ha portato alla chiusura della scuola Sinigaglia fosse stato approvato in tre sedute, con il coinvolgimento del Comune, della Provincia e della Regione. “C’è un atto, un documento che ha chiuso la scuola di via Sinigaglia, un atto, un documento, uno soltanto, quello efficace”, ha detto Rapinese, sottolineando che il documento era stato votato anche da Fermi. L’assessore regionale, però, ha smentito questa ricostruzione, affermando che la Regione Lombardia non ha competenza diretta su tali decisioni e che non ha mai approvato il documento in questione.
Il sindaco ha anche criticato il ministro all’Istruzione, Alessandra Locatelli, accusandola di non comprendere le dinamiche locali e di non sapere come fare politica. “Locatelli non sa che Alessandro Fermi ha votato quel documento che chiudeva quella scuola”, ha detto Rapinese, aggiungendo che il ministro sembra non capire come funziona la governance regionale. Inoltre, ha criticato il consigliere regionale Sergio Gaddi, accusandolo di mentire e di non conoscere le reali condizioni della scuola Corridoni. “Gaddi dice che nel 2022 c’era ancora lo stanziamento della Giunta Landriscina, bloccato dal sindaco”, ha detto Rapinese, sottolineando che non ha bloccato nessun investimento e che i fondi sono stati utilizzati per la manutenzione della scuola.
Una città in bilico tra politica e gestione
Rapinese ha anche sottolineato come il Comune di Novara abbia ricevuto finanziamenti per oltre 10 milioni di euro per le scuole, mentre a Como non si è visto alcun intervento simile. “Forse il sindaco di Como tra un video e l’altro non ha avuto tempo per leggere i bandi o per confrontarsi con chi, nella sua testa, ne sa meno di lui”, ha detto Rapinese, aggiungendo che i risultati sono sotto gli occhi di tutti: una città sempre più isolata. E a farne le spese, purtroppo, sono solo i cittadini.
La situazione a Como sembra essere in bilico tra una gestione politica che non si comprende e una comunità che si sente sempre più abbandonata. Rapinese ha sottolineato come la Lega, che aveva fatto una battaglia in favore del commercio e della sicurezza, abbia iniziato a fare questioni diverse. “La Lega aveva fatto una battaglia in favore del commercio, in favore della sicurezza, poi la stessa Lega qui fa questioni diverse”, ha detto il sindaco, aggiungendo che non ha bloccato nulla e che i fondi sono stati utilizzati per la manutenzione della scuola. Tuttavia, il dibattito tra politici non sembra voler finire, e la città si trova in una situazione di tensione continua.
