Delitto di Garlasco: nuove accuse contro la famiglia Cappa e i legali di Stasi
Nuove accuse contro la famiglia Cappa e i legali di Stasi nel caso del delitto di Garlasco.

Il caso del delitto di Garlasco si complica ulteriormente dopo l’esposto presentato da Stefania Cappa, cugina di Chiara Poggi, uccisa nel 2007. L’atto, reso pubblico in esclusiva durante la prima puntata di “Verità Nascoste – Il Diario” su Canale 5, ha scatenato un caos giudiziario e mediatico. Secondo la ricostruzione contenuta nel documento, la famiglia Cappa sarebbe stata sottoposta a una “sistematica coordinata e preordinata esposizione mediatica”, frutto di una condotta organizzata da parte di tre figure chiave: l’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, l’inviato de Le Iene Alessandro De Giuseppe e l’ex comandante della stazione dei Carabinieri di Garlasco Francesco Marchetto.
La ricostruzione dell’esposto
La vicenda si concentra sull’8 luglio 2022, indicato come data chiave. Secondo l’esposto, Stefania Cappa avrebbe appreso dal parente Paolo Reale, consulente della famiglia Poggi, che De Rensis era entrato nel gruppo legale di Stasi. Nella stessa telefonata, Reale avrebbe riferito che l’avvocato Gian Luigi Tizzoni era venuto a conoscenza di una possibile ricostruzione dei fatti che De Rensis e De Giuseppe avrebbero preparato per sottoporla alla Procura di Pavia. Da questa informazione, Cappa avrebbe individuato l’origine della presunta “regia”.
La ricostruzione è stata contestata da Reale e Tizzoni, che hanno sostenuto di non essere stati interpellati. I due hanno spiegato che Tizzoni aveva saputo della nomina di De Rensis già il 24 maggio 2022, dopo uno speciale de Le Iene sul caso, e che la notizia era stata comunicata ai familiari di Chiara Poggi perché riguardava direttamente Stefania Cappa. Hanno inoltre ricordato la condanna in primo grado per diffamazione aggravata ai danni di Cappa, inflitta dal Tribunale di Milano ai giornalisti Alessandro De Giuseppe e Riccardo Festinese, precisando che la sentenza non è definitiva.
La reazione di De Rensis
Antonio De Rensis, in un’intervista su Rai 3, ha definito la vicenda grave e ha annunciato possibili iniziative giudiziarie. Il legale ha ricostruito la propria attività nel luglio 2022, spiegando di aver presentato a fine giugno una richiesta per ottenere i cd con le intercettazioni del 2017. L’istanza sarebbe stata autorizzata l’8 luglio e i cd ritirati il 13 luglio. Lo stesso giorno, secondo il suo racconto, lo studio di De Rensis sarebbe stato contattato dall’avvocato Cappa per proporgli la partecipazione a convegni sul diritto sportivo. Il legale ha sottolineato di non sapere allora che Cappa fosse già informata del suo incarico per Stasi.
Se quanto mostrato fosse vero, a suo giudizio anche la Procura di Pavia avrebbe motivo di occuparsene. De Rensis ha infine riferito di aver appreso che sarebbero state svolte indagini sulla sua persona, dichiarandosi pronto a rivolgersi all’autorità giudiziaria qualora ne avesse conferma. La situazione si complica ulteriormente con le dichiarazioni di De Rensis, che ha sottolineato l’importanza della data del 8 luglio e ha espresso la sua disponibilità a collaborare con le autorità se le accuse fossero confermate.
La vicenda, che coinvolge una serie di figure legali e istituzionali, continua a suscitare interesse e preoccupazione, con un impatto significativo sul dibattito pubblico e sull’attenzione mediatica. La complessità dei rapporti e delle accuse rende il caso un tema di forte dibattito, con implicazioni che potrebbero estendersi a più ambiti giudiziari e sociali.
