Arrestato serial killer brasiliano che confessò 80 omicidi, fuggì vestito da donna con un bimbo in braccio
In Brasile è stato arrestato un serial killer che confessò di aver ucciso 80 persone, fuggendo vestito da donna con un bambino in braccio
Jorlan Lopes da Silva, un serial killer brasiliano, è stato arrestato dopo 48 ore di ricerche, grazie a un tatuaggio che ha permesso agli investigatori di identificarlo. L’uomo, noto per aver confessato di aver ucciso circa 80 persone nel corso della sua vita, si è presentato in fuga vestito da donna e con un bimbo in braccio, un’azione che ha suscitato scalpore e attenzione mediatica. L’arresto è avvenuto in un’operazione congiunta tra la Polizia Civile e Militare di Paraíba, dove l’uomo era indagato per 16 omicidi commessi in tre mesi.
Un passato di violenza e una confessione inquietante
Jorlan, nato in Brasile, ha avuto il suo primo omicidio all’età di 13 anni e ha costruito una fedina penale che conta una serie di delitti in soli 33 anni di vita. Durante l’interrogatorio, ha dichiarato di aver ucciso circa 80 persone, ma ha continuato a definirsi “una brava persona”. Secondo quanto riferito, ha affermato: “Non sono una minaccia per nessuno”. L’uomo ha spiegato che i suoi omicidi erano motivati da un intento di “ripulire la società”, un’asserzione che ha suscitato dibattito tra gli investigatori.
Le dichiarazioni del killer non sono state confermate da prove tecniche. La Polizia Civile sta confrontando le sue parole con i registri degli omicidi e le prove disponibili. L’uomo è stato rinchiuso nel carcere Sílvio Porto a João Pessoa dopo l’udienza di custodia. Non è la sua prima volta dietro le sbarre, avendo trascorso circa cinque o sei anni in carcere. Uno dei casi per cui è sotto inchiesta riguarda il duplice omicidio di due negozianti avvenuto il 1° agosto a Rio Tinto.
Un collegamento con una fazione criminale
La Polizia Civile ha ipotizzato un possibile collegamento tra Jorlan e una fazione criminale originaria di Rio de Janeiro e operante in Paraíba. L’arresto è avvenuto dopo che l’uomo aveva fuggito di nuovo, nonostante fosse stato arrestato precedentemente. Gli agenti stanno indagando sulle circostanze in cui il bambino, affidato ai medici per i controlli del caso, è finito con il sospettato. Il bambino non è un parente del killer. L’uomo, che si era nascosto vestito da donna, ha utilizzato il bimbo per evitare di essere riconosciuto. La polizia sta verificando se le dichiarazioni del killer corrispondano alle prove tecniche e ai registri degli omicidi. Uno dei complici è stato arrestato durante un blitz precedente, ma Jorlan è riuscito a fuggire di nuovo.
Se venissero confermate le accuse per gli 80 omicidi, Jorlan rientrerebbe tra i serial killer più attivi, accanto a nomi come Harold Shipman e Luis Garavito. La Polizia Civile sta anche indagando sul suo possibile coinvolgimento nella morte di una giovane donna, il cui corpo è stato ritrovato dopo che il sospettato stesso ha indicato alle forze dell’ordine il luogo di sepoltura.
