La sepoltura di Saman, il perito svela dettagli inattesi
Il perito svela che almeno due persone hanno partecipato alla sepoltura di Saman, con attenzione insolita.

La sepoltura di Saman Abbas, la 18enne uccisa a Novellara il primo maggio 2021, ha rivelato dettagli inattesi durante il processo in appello. L’archeologo forense Dominic Salsarola, chiamato a ricostruire la dinamica della sepoltura, ha spiegato che il corpo della ragazza non fu gettato nella fossa, ma calato con cura da almeno due persone. Questo dettaglio, secondo il perito, rende improbabile l’azione di un solo individuo e suggerisce una collaborazione tra due o più persone.
La dinamica della sepoltura e le dichiarazioni del perito
«La salma venne “calata, non buttata”, con un’attenzione insolita per un omicidio di questa natura», ha spiegato Salsarola. «Venne deposta quasi con rispetto, sebbene forse non sia la parola più adatta». Queste parole, che hanno suscitato dibattito in aula, indicano una gestione del corpo che non sembra casuale. Il perito ha sottolineato come la posizione del corpo, con le braccia disposte in modo ordinato e il volto rivolto al cielo, non sia compatibile con un’azione di un solo individuo.
La ricostruzione del perito ha messo in discussione il racconto di Danish Hasnain, lo zio della ragazza.
La sua ricostruzione ha messo in discussione il racconto di Danish Hasnain, lo zio della ragazza, che aveva affermato che i due cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq fossero stati i responsabili della sepoltura. Il perito ha evidenziato come la posizione del corpo renda improbabile l’azione di un solo individuo, suggerendo la partecipazione di almeno due persone.
Le dichiarazioni dello zio e il contesto del processo
Dopo l’audizione del perito, lo zio di Saman ha rilasciato alcune dichiarazioni in aula. «Quando scavavano ero presente, ma quando l’hanno sepolta non ero più lì. Mi hanno chiesto di aiutarli e io mi sono rifiutato. Ad alta voce ho detto di no, loro mi hanno detto di abbassare la voce e hanno ripreso in silenzio. Si sono allontanati con la salma e non ho visto come l’hanno sepolta», ha raccontato. Queste parole, sebbene brevi, hanno aggiunto un elemento di ambiguità al caso.
La sentenza iniziale è stata aspramente criticata durante il processo in appello.
Il processo, che vede coinvolti il padre Shabbar Abbas, la madre Nazia Shaheen (che non ha partecipato all’udienza), Danish Hasnain e i cugini, ha visto la sentenza iniziale criticata dalla sostituta procuratrice generale Silvia Marzocchi. La ragazza fu ritrovata il 18 novembre 2022 in un casolare abbandonato vicino alla casa di famiglia a Novellara. Il perito ha descritto la posizione del corpo come “giaceva supina, con il volto rivolto al cielo e le braccia disposte in modo ordinato”, un dettaglio che ha suscitato ulteriore interesse.
La sepoltura di Saman Abbas, come ha sottolineato il perito, non sembra essere stata un’azione spontanea o casuale. L’attenzione con cui il corpo è stato calato nella fossa, unita alla posizione del corpo, suggerisce una gestione attenta e forse deliberata. Questi dettagli, insieme alle dichiarazioni di chi ha partecipato all’evento, potrebbero rivelare nuovi aspetti del caso, che rimane al centro dell’attenzione del processo in corso.
