Lizzie Borden: 3 verità e 2 bugie nella serie Netflix

La quarta stagione di Monster racconta la storia di Lizzie Borden, ma non tutti i dettagli sono veri. Dalla realtà alla fiction.

La quarta stagione di Monster, la serie Netflix di Ryan Murphy e Ian Brennan, ha reso popolare la storia di Lizzie Borden, una delle figure più misteriose della cronaca americana. La serie, pur basata su fatti reali, ha aggiunto elementi inventati, creando una versione romanzata della vicenda. Tra le verità e le bugie, è possibile distinguere cosa è realmente accaduto e cosa è stato immaginato. Lizzie Borden fu davvero accusata dell’omicidio del padre e della matrigna, ma fu assolta nel 1893. La serie, però, ha introdotto elementi non verificati, come una relazione amorosa tra lei e la domestica Bridget Sullivan o un legame con la serial killer Aileen Wuornos.

Le verità della storia reale

Il 4 agosto 1892, Andrew Borden e la moglie Abby furono uccisi nella loro casa di Fall River, in Massachusetts. Lizzie, all’epoca 32 anni, divenne una delle principali sospettate e fu arrestata una settimana dopo gli omicidi. Il processo iniziò il 5 giugno 1893, ma l’accusa non aveva un testimone oculare, una confessione o un’arma collegata a lei. Nonostante elementi sospetti, come l’acquisto di acido prussico o la bruciatura di un vestito, la giuria dichiarò Lizzie non colpevole il 20 giugno 1893. Nessun altro fu mai incriminato per gli omicidi, e il caso rimane ancora avvolto nel mistero.

La giuria dichiarò Lizzie non colpevole nel 1893, senza prove conclusive. L’accusa non aveva un testimone oculare, una confessione o un’arma che potesse collegare Lizzie ai delitti. Anche se furono presentati elementi sospetti, come l’acquisto di acido prussico o la bruciatura di un vestito, non ci fu mai una prova definitiva che la incriminasse.

Le bugie della serie Netflix

Una delle invenzioni più evidenti della serie è la relazione sentimentale tra Lizzie e Bridget Sullivan, la domestica che si trovava nella casa il giorno degli omicidi. Non esiste alcuna prova storica che le due fossero amanti o che avessero complottato insieme. Bridget era effettivamente la domestica, ma non c’è alcun documento che attesti una relazione amorosa. La teoria di un rapporto tra le due non è nuova: era già stata utilizzata in un romanzo del 1984 e in un film del 2018.

La serie ha inventato una relazione amorosa tra Lizzie e Bridget Sullivan. Non esiste alcuna prova storica che le due fossero amanti o che avessero complottato insieme per uccidere i Borden. Bridget Sullivan era realmente la domestica, ma non c’è alcun documento che attesti una relazione amorosa tra lei e Lizzie. Un altro elemento inventato è la presenza di Aileen Wuornos, serial killer moderna, nella casa dei Borden. La serie mostra Wuornos e la sua compagna Shelby soggiornare nella casa trasformata in bed & breakfast e museo. Ma questo non è mai accaduto. La casa divenne un museo nel 1996, mentre Wuornos fu arrestata nel 1991. La scena è quindi un’immaginazione, non un fatto storico.

La serie Monster si basa su fatti reali, ma li modifica per creare una narrazione più coinvolgente. Lizzie Borden fu davvero processata e assolta, ma la serie ha aggiunto elementi non verificati per rendere la storia più drammatica. La relazione con Nance O’Neil, un’attrice teatrale, è reale, ma la serie ha spostato la loro amicizia nel periodo del processo, mentre in realtà iniziò dopo l’assoluzione. Nonostante le invenzioni, la serie ha reso popolare la figura di Lizzie Borden, un caso che rimane uno dei più misteriosi della storia criminale americana. Il processo fu un evento di grande rilevanza, ma la verità su chi uccise Andrew e Abby Borden è ancora sconosciuta. La serie, pur non essendo fedele in ogni dettaglio, ha contribuito a mantenere viva l’interesse per un caso che ha affascinato il pubblico per oltre un secolo.