Processo d’appello per Veronica Panarello: la difesa chiede assoluzione e nuova perizia psichiatrica
Veronica Panarello, madre del piccolo Loris Stival, affronterà il processo d’appello il 6 luglio. La difesa chiede assoluzione e una nuova perizia psichiatrica.

Il 6 luglio inizierà il processo d’appello per Veronica Panarello, madre del piccolo Loris Stival, morto a soli 8 anni nel 2014. L’avvocato Francesco Villardita ha presentato un ricorso contro la condanna a 30 anni emessa in primo grado, contestando la sentenza e chiedendo l’assoluzione della donna. L’omicidio di Loris, avvenuto a Santa Croce Camerina nel Ragusano, ha scatenato un dibattito giudiziario spinoso e controverso, con accuse di omicidio e occultamento di cadavere. La difesa sostiene che la donna non abbia commesso il fatto e che la sentenza non tenga conto delle attenuanti generiche.
Il ricorso è stato presentato al Tribunale di Caltagirone, con un atto in cui sono stati elencati i motivi d’appello in 66 pagine. Tra le contestazioni, i rilievi tecnici e la perizia psichiatrica. L’avvocato Villardita chiede una “nuova perizia psichiatrica” e la “riapertura dell’istruttoria dibattimentale”, che permetterebbe il confronto tra Veronica Panarello e il suocero Andrea Stival. Quest’ultimo punto è uno dei cardini su cui la difesa si è sempre battuta dopo la chiamata in correità dell’uomo da parte della nuora.
La difesa chiede l’assoluzione e il riconoscimento del vizio parziale di mente
L’avvocato Villardita, “nel merito” chiede l’assoluzione della donna “per non aver commesso il fatto”. Nel ricorso si chiede anche il riconoscimento del “vizio parziale di mente” e una rideterminazione della pena che tenga conto delle attenuanti generiche, escluse dal gup di Ragusa che ha emesso la prima sentenza di condanna per la donna. La difesa sostiene che la sentenza non abbia considerato le attenuanti e che la donna non abbia agito da sola.
Le motivazioni della condanna, emesse dal gup Andrea Reale, definiscono la condotta processuale della donna “deplorevole, reiteratamente menzognera, calunniosa e manipolatrice”. Una “lucidissima assassina” che avrebbe agito da sola, secondo la classica tipologia di chi è affetto dalla Sindrome di Medea. Il gup ha escluso categoricamente un coinvolgimento del suocero Andrea Stival.
La chiamata in correità e il dibattito sul movente
La stessa chiamata in correità di Andrea Stival dimostrerebbe, secondo la sentenza di condanna, che Veronica Panarello ha ucciso il figlio per vendetta, cercando di distruggere l’intera famiglia dentro il vortice della sua rabbia. La difesa sostiene che la sentenza non abbia considerato le attenuanti e che la donna non abbia agito da sola.
Il processo si aprirà il 6 luglio prossimo in Corte d’assise d’appello a Catania. La difesa chiede una nuova perizia psichiatrica e la riapertura dell’istruttoria dibattimentale, che permetterebbe il confronto tra Veronica Panarello e il suocero Andrea Stival. Il ricorso in appello rappresenta un ulteriore passo nella complessa vicenda processuale intorno al delitto di Loris Stival.
