Le aziende italiane in trincea: sanzioni e contro-sanzioni stanno uccidendo il mercato russo
Le aziende italiane in Russia si trovano in una situazione critica a causa delle sanzioni e delle contro-sanzioni. Vittorio Torrembini, presidente di Gim Unimpresa, denuncia la mancanza di una visione strategica.
Vittorio Torrembini, presidente di Gim Unimpresa, ha lanciato un allarme su come le sanzioni e le contro-sanzioni stanno mettendo in grave pericolo le aziende italiane operanti in Russia. L’associazione, che rappresenta 150 aziende con un fatturato di 7 miliardi di euro e 65.000 dipendenti, si trova in una situazione di estrema tensione. Torrembini ha sottolineato come le sanzioni europee e le misure russe stiano creando un clima di incertezza e difficoltà per le imprese, che non riescono a muoversi liberamente nel mercato russo.
Le sanzioni e le contro-sanzioni stanno uccidendo le aziende
Le sanzioni europee, in particolare quelle recenti, hanno creato enormi problemi per le aziende italiane. Torrembini ha spiegato come le misure limitino la logistica, impediscono i trasferimenti bancari e minano la sicurezza legislativa. «L’ultimo pacchetto di sanzioni è un tomo di regole grande 83 pagine», ha detto. Allo stesso tempo, le contro-sanzioni russe hanno reso ancora più difficile la vita delle aziende, che non possono accedere a benefici economici e non possono trasferire utili in Italia. «Lavorare diventa quasi impossibile», ha aggiunto.
Le aziende italiane non possono andarsene
Le aziende italiane, soprattutto quelle piccole e medie, hanno investito decine di miliardi di euro in Russia. Torrembini ha sottolineato come il mercato russo sia fondamentale per tante realtà imprenditoriali, come il distretto marchigiano delle calzature, che possiede l’80% del mercato in Russia. «Andarsene significa accettare perdite enormi», ha detto. Le aziende non possono permettersi di abbandonare il mercato, anche se la situazione è estremamente difficile. Le sanzioni hanno portato alla perdita di oltre 10 miliardi di contratti nel settore gas e a una riduzione di 7 miliardi di export. «Se le aziende non possono mandare gli utili in Italia, perdono le imprese ma anche il Paese», ha spiegato Torrembini. L’associazione ha lanciato un allarme per la situazione critica in cui si trovano le aziende, che si sentono tra l’incudine e il martello.
Le imprese americane tornano in Russia
Torrembini ha anche segnalato come le imprese americane stiano tornando in Russia, creando una situazione di competizione per le aziende italiane. «Sentiamo il fiato sul collo delle imprese americane, che stanno tornando in Russia», ha detto. Questo scenario ha reso ancora più complessa la situazione per le aziende italiane, che si trovano a competere con nuovi attori sul mercato russo.
Il presidente di Gim Unimpresa ha anche criticato la mancanza di una visione strategica da parte dei politici italiani. «AI politici italiani manca una visione strategica», ha detto. Torrembini ha sottolineato come le sanzioni non funzionino e che sia necessario trovare una soluzione diplomatica. «Le sanzioni non funzionano, e bisogna capire come agire sul piano diplomatico», ha concluso.
