La Russia si confronta con una crescita economica quasi azzerata
La Russia affronta una crescita economica vicina allo zero e un aumento dell’inflazione.

Una situazione economica in declino
La Russia si confronta con una crescita economica quasi azzerata, con la Banca Centrale che ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita del PIL per il 2026. Le stime sono passate dal precedente intervallo dello 0,5-1,5% allo 0-1%, segnando un peggioramento delle prospettive economiche. L’istituto ha anche avvertito che, se la capacità produttiva delle raffinerie non verrà ripristinata entro la fine dell’anno, potrebbe rendersi necessaria una politica monetaria ancora più restrittiva per contenere la crescita dei prezzi.
Il taglio dei tassi non è un segno di ripresa
Il 24 luglio, la Banca Centrale ha ridotto il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo al 14%. Una decisione che ha sorpreso gran parte degli analisti, che si aspettavano un mantenimento dei tassi. Tuttavia, il taglio non rappresenta un cambio di strategia: la Banca Centrale prevede che i tassi resteranno elevati per molto tempo. Le nuove stime indicano un tasso medio compreso tra il 14,5% e il 14,6% per il 2026, superiore alle precedenti previsioni. La crescita si avvicina al zero e l’inflazione aumenta.
L’aumento dei prezzi dei carburativi rappresenta uno dei principali fattori di pressione sull’inflazione. Una dinamica legata ai ripetuti attacchi con droni ucraini contro raffinerie, depositi e infrastrutture energetiche russe. Questi attacchi hanno ridotto la capacità di raffinazione del Paese e causato difficoltà nell’approvvigionamento di benzina e gasolio. Dall’inizio dell’anno, i prezzi dei carburativi sono aumentati del 18%, mentre l’inflazione annua ha raggiunto il 5,9%, superando l’obiettivo fissato dall’istituto centrale.
Le prospettive economiche si fanno sempre più preoccupanti.
La Banca Centrale ha anche abbassato la stima del prezzo del petrolio utilizzato per le previsioni fiscali, prevedendo un valore medio di 60 dollari al barile nel 2026 e di circa 50 dollari negli anni successivi. Una prospettiva che rischia di ridurre sensibilmente le entrate dello Stato, fortemente dipendente dalle esportazioni di idrocarburi. Il surplus delle partite correnti è stato rivisto al ribasso, così come le prospettive di crescita del credito per famiglie e imprese. Sul fronte dei conti pubblici, il deficit federale è stimato al 3,6% del PIL, segno di un aumento della spesa pubblica e del peso economico della guerra.
La situazione economica della Russia si fa sempre più preoccupante. Nonostante gli investimenti pubblici legati allo sforzo bellico, la crescita si avvicina al zero e l’inflazione continua a salire. La Russia, purtroppo, si trova in una posizione di forte vulnerabilità, con un sistema economico che si trova a fronteggiare sfide complesse e interconnesse.
