Nucleare, approvata la legge. Pichetto: “Giornata storica”. Calenda e la Lega sostengono, opposizione critica

Approvata la legge sul nucleare con 81 voti a favore. Pichetto: “Giornata storica”. Opposizione critica e chiede chiarimenti.

Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge sul nucleare, un provvedimento che conferisce al governo la delega per definire il quadro normativo per l’energia nucleare entro dodici mesi. Il testo, approvato con 81 voti a favore, 51 contrari e 7 astenuti, è stato sostenuto da Azione, mentre il Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno espresso opposizione. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha definito la giornata “storica per l’Italia”, sottolineando l’importanza del nucleare per la sicurezza energetica e l’indipendenza del Paese. Il senatore Carlo Calenda, segretario di Azione, ha sostenuto la legge, ritenendola un passo necessario per ridurre la dipendenza dall’estero e garantire l’energia a lungo termine.

Un passo verso il nucleare

La legge delega permette al governo di emanare decreti per disciplinare la costruzione e l’esercizio delle centrali nucleari, la produzione di idrogeno tramite energia nucleare, la gestione del combustibile esaurito e la sicurezza. Pichetto ha spiegato che il nucleare, integrato con le rinnovabili, renderà l’Italia un Paese sicuro, indipendente e competitivo. Secondo le stime del ministro, l’Italia ha un deficit energetico di 50 miliardi di kilowattora e necessiterà di almeno 100-150 terawattora in più dal 2040. Le prime centrali potrebbero essere realizzate intorno al 2033-34, se si considerano le previsioni degli esperti e le capacità del settore.

Il senatore Calenda ha ricordato che la strada del nucleare fu abbandonata sotto pressione delle lobby dell’olio combustibile, portando alla costruzione di centrali a olio, la materia più inquinante. Ha sottolineato che i consumi elettrici a lungo periodo raddoppieranno e che non si è considerato fino in fondo l’impatto dei data center. Ha anche sottolineato che il mix nucleare e rinnovabili costa la metà rispetto a gas e rinnovabili. “Voglio un’Italia grande potenza industriale e senza il nucleare questo non sarà. Quindi facciamolo e facciamolo rapidamente”, ha concluso.

Opposizione critica e domande senza risposta

Nonostante il sostegno di parte della maggioranza, l’opposizione ha espresso diverse preoccupazioni. Il senatore del Partito Democratico, Nicola Irto, ha sottolineato che la legge delega rinvia a domani le decisioni essenziali, senza fornire informazioni sui costi, i tempi, le coperture e la valutazione delle tecnologie disponibili. Altri esponenti, come Luigi Neve del Movimento 5 Stelle, hanno ricordato i problemi del passato, come lo smantellamento degli impianti non concluso e il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi non realizzato. Il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra, Peppe De Cristofaro, ha definito la legge una “gigantesca distrazione di massa”, sottolineando che il ritorno al nucleare non risolverà i problemi energetici e potrebbe prolungare la dipendenza dalle fonti fossili.

La legge delega non ha accontentato neppure tutti i sostenitori del nucleare. La senatrice di Italia Viva-Casa Riformista, Silvia Fregolent, ha espresso delusione, affermando che il governo Meloni non ha deciso di decidere sul nucleare. Il gruppo aveva presentato emendamenti per un confronto preventivo con i territori, un’autorità con autonomia e una soluzione seria per i rifiuti radioattivi, ma tutti sono stati bocciati. Pichetto ha anticipato che alcuni decreti attuativi riguarderanno anche il deposito dei rifiuti radioattivi, ma i tempi per la realizzazione delle prime centrali sono ancora lontani. L’Italia, per ora, continuerà a bruciare gas e a dipendere dalle importazioni, con bollette sempre più alte.

La legge non risponde a tutte le domande

La legge delega non ha risposto a molte delle domande che l’opposizione ha sollevato. Il senatore Nicola Irto ha sottolineato che mancano i costi, i tempi, le coperture e una valutazione compiuta delle tecnologie disponibili. Il governo non ha fornito informazioni chiare su chi metterà i soldi, se saranno le imprese private, i contribuenti o le famiglie attraverso le bollette. Il senatore Luigi Neve ha ricordato che il governo non ha risolto i problemi del nucleare del passato, come lo smantellamento degli impianti e il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi non realizzato.

Un dibattito aperto e futuri passi

La legge delega ha aperto un dibattito aperto sul futuro dell’energia in Italia. Il ministro Pichetto ha anticipato che alcuni decreti attuativi riguarderanno anche il deposito dei rifiuti radioattivi, ma i tempi per la realizzazione delle prime centrali