Autonomia lombarda approvata: “Risultato storico, ma la strada prosegue”
Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato l’autonomia differenziata, un passo significativo per la Regione.

Un passo avanti per l’autonomia lombarda
Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la Risoluzione che adotta i due schemi d’intesa tra Governo e Regione Lombardia sull’attribuzione di ulteriori forme di autonomia in materia di protezione civile, professioni e previdenza complementare e integrativa, nonché di tutela della salute. L’approvazione, avvenuta il 10 settembre 2026, segna un momento cruciale per la Regione, che ha acceso il semaforo verde all’Autonomia differenziata. Il documento autorizza il presidente della Regione, Attilio Fontana, alla sottoscrizione definitiva dell’intesa fra Governo e Regione Lombardia. A questo punto, il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, varerà un disegno di legge di approvazione delle intese.
Il voto di oggi è un risultato storico, ma non considero affatto conclusa la nostra strada. Il presidente Fontana ha dichiarato che l’approvazione non segna la fine del percorso autonomista lombardo, ma rappresenta un primo tassello per la ridefinizione dell’autonomia e del rapporto Stato-regioni in Italia. L’obiettivo è renderlo più moderno, valorizzando le differenze e le eccellenze territoriali.
Le competenze trasferite e i nuovi poteri
Tra le competenze specifiche trasferite, rientra la regolamentazione dell’eccellenza artigiana della liuteria cremonese, un esempio concreto di come l’autonomia possa valorizzare le peculiarità locali. La Lombardia potrà promuovere fondi pensione dedicati su base regionale mediante la stipula di apposite convenzioni. Il primario banco di prova di questa misura sarà la valorizzazione del fondo pensione dei dipendenti regionali e locali. In materia di protezione civile, il presidente della Regione acquisisce il potere di emanare ordinanze in deroga alle norme statali per emergenze locali, con deroghe valide fino a un massimo di due anni. Viene inoltre prevista la possibilità di aprire contabilità speciali presso la Tesoreria dello Stato anche per le emergenze di carattere regionale.
Non siamo davanti all’approdo finale dell’autonomia lombarda, ma a un primo tassello. Fontana ha sottolineato che la strada prosegue e che la Regione intende proseguire il negoziato sulle altre materie nelle quali la Costituzione attribuisce maggiori poteri alla Regione. L’obiettivo è renderlo più moderno, valorizzando le differenze e le eccellenze territoriali. La Lombardia ottiene piena autonomia nella gestione dei fondi statali destinati ad investimenti nel patrimonio edilizio e tecnologico sanitario. In ambito di tutela della salute, la Regione potrà stabilire tariffe differenti di rimborso sanitario rispetto a quelle nazionali, ponendole a carico del bilancio regionale. Viene introdotta la facoltà di istituire e gestire fondi sanitari integrativi regionali, ferma restando la garanzia inderogabile dei LEA. Sarà possibile destinare risorse aggiuntive per l’assunzione straordinaria di personale sanitario e per il pagamento di prestazioni aggiuntive. Infine, i risparmi di spesa ottenuti dall’efficientamento dei fondi vincolati potranno essere liberamente riallocati in altri settori della sanità.
La strada per l’autonomia lombarda è aperta, ma il lavoro non è ancora finito. La Regione intende proseguire il negoziato sulle altre materie nelle quali la Costituzione attribuisce maggiori poteri. L’obiettivo è renderlo più moderno, valorizzando le differenze e le eccellenze territoriali. La Lombardia ha dimostrato di voler proseguire il percorso autonomista, con l’obiettivo di creare un modello di Paese più responsabile e più efficiente.
