Formazione in Sicilia: Turano, successo misurato dai contratti non dai corsi
Turano: successo della formazione misurato dai contratti, non dai corsi attivati.
Girolamo Turano, assessore all’Istruzione della Regione Siciliana, ha sottolineato che il successo della formazione professionale non si misura dal numero di corsi attivati, ma dal numero di contratti generati. L’obiettivo è creare percorsi formativi con uno sbocco occupazionale reale, in linea con i fabbisogni del mercato del lavoro. La Regione ha finanziato 243 percorsi per il ciclo 2026-2029, con un focus particolare sul settore del benessere, che comprende 184 corsi dedicati a acconciatura ed estetica. Turano ha spiegato che questa scelta è legata alle scelte delle famiglie e alla funzione degli Iefp, nati per contrastare la dispersione scolastica. Tuttavia, l’assessore ha anche rivendicato un cambio di approccio nella formazione professionale rivolta agli adulti, con maggiore attenzione ai fabbisogni delle imprese.
Un legame tra formazione e occupazione sempre più concreto
La formazione professionale in Sicilia sta vivendo un cambio di paradigma, con un focus su percorsi che collegano direttamente la formazione al mercato del lavoro. L’Avviso n. 1 del 2026 per la ‘Costituzione del Catalogo regionale dell’offerta formativa’ ha messo a disposizione 100 milioni di euro per percorsi di qualifica professionale, con l’obiettivo di finanziare corsi utili a colmare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro. Questo approccio è frutto di un percorso avviato negli ultimi tre anni, culminato in un protocollo d’intesa tra la Regione, Confindustria e Ance. Il principio chiave è che la formazione professionale deve essere costruita insieme al mondo produttivo, con l’obiettivo di creare corsi con sbocchi occupazionali concreti.
Monitoraggio e adattamento per un’offerta formativa efficace
La Regione ha verificato che molti giovani che frequentano i corsi Iefp trovano lavoro in settori diversi da quelli per cui hanno conseguito la qualifica professionale. Questo fenomeno, spiega Turano, è legato alla doppia finalità dei corsi: contrastare la dispersione scolastica e consentire ai minori di assolvere l’obbligo scolastico, nonché conseguire una qualifica spendibile nel mercato del lavoro. Tuttavia, l’assessore ha sottolineato che i corsi Iefp istituiti con la duplice finalità non devono essere confusi con quelli dedicati ai maggiorenni inoccupati e disoccupati. L’Avviso 1 Poc del 2026 segna una vera e propria rivoluzione, poiché punta a finanziare corsi utili a colmare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro.
La Regione ha introdotto un monitoraggio per valutare l’efficacia dei corsi finanziati, con l’obiettivo di evitare che la formazione si trasformi in una replica dell’offerta già esistente, ma non in grado di anticipare i nuovi fabbisogni occupazionali della Sicilia. Turano ha anche sottolineato che i nuovi profili inseriti nel Repertorio delle qualifiche professionali sono quelli richiesti dalle associazioni degli industriali e degli edili, sulla base dei fabbisogni effettivi del mercato del lavoro. Questo approccio, che mette al centro i bisogni delle imprese, rappresenta un passo avanti nella formazione professionale in Sicilia.
Con un budget complessivo di oltre 24,3 milioni di euro, la Regione ha finanziato corsi che, sebbene siano concentrati su settori come acconciatura ed estetica, sono stati scelti sulla base di dati e analisi del mercato del lavoro. Il successo di un percorso formativo non si misura dal numero di corsi attivati, ma dal numero di contratti di lavoro che quei percorsi sono in grado di generare. Questo approccio, che punta a collegare formazione e occupazione, rappresenta un cambiamento significativo nella politica regionale in materia di formazione professionale.
La formazione in Sicilia, con i suoi 243 percorsi finanziati per il ciclo 2026-2029, rappresenta un’importante risorsa per i giovani e per il tessuto produttivo regionale. Tuttavia, l’assessore Turano ha anche riconosciuto la necessità di introdurre correttivi per il prossimo ciclo, al fine di evitare che la formazione si riduca a una semplice replica dell’offerta già esistente. L’obiettivo è creare percorsi formativi che siano realmente in grado di generare contratti di lavoro, in linea con i fabbisogni del mercato del lavoro regionale.
