Strage di Erba, Cassazione respinge revisione del processo: prove solide e minuziosi riscontri
Cassazione respinge richiesta di revisione del processo per Olindo e Rosa Bazzi, condannati per la strage di Erba. Prove solide e minuziosi riscontri.

La Cassazione ha respinto la richiesta di revisione del processo per Olindo Romano e Rosa Bazzi, i coniugi condannati per la strage di Erba del 2006, che causò quattro morti, tra cui un bambino di due anni. La decisione, resa nota il 13 maggio 2025, conferma l’ergastolo per i due imputati e sottolinea la solidità delle prove e la minuziosità dei riscontri presentati nel processo. La Corte ha ritenuto inammissibili le richieste avanzate dai difensori, sottolineando che i nuovi elementi proposti non sono idonei a modificare la sentenza definitiva.
Prove solide e minuziosi riscontri
La motivazione della Cassazione sottolinea che il tessuto logico-giuridico delle prove esistenti è di notevole solidità. I giudici hanno evidenziato che le principali prove, come la confessione dei due imputati, l’ammissione di colpa in appunti manoscritti, la deposizione del testimone oculare Mario Frigerio e la traccia ematica riconducibile a Valeria Cherubini, sono state analizzate in modo approfondito. Inoltre, la Corte ha sottolineato la presenza di innumerevoli e minuziosi elementi di riscontro che confermano la veridicità delle dichiarazioni e la coerenza delle prove.
La Corte ha ritenuto che i nuovi elementi proposti non siano idonei a modificare la sentenza. La motivazione sottolinea che molti dei nuovi elementi sono del tutto sforniti di idoneità dimostrativa, sì da rendere superflua una comparazione. La Corte ha inoltre sottolineato che la Corte di appello di Brescia non si è affatto sottratta al compito di effettuare una comparazione globale tra elementi ‘vecchi e nuovi’.
La testimonianza di Mario Frigerio
La Corte ha anche analizzato la testimonianza di Mario Frigerio, il sopravvissuto alla strage, che aveva riconosciuto immediatamente Olindo Romano mentre usciva da casa Castagna. I giudici hanno sottolineato che la sentenza definitiva ha già appurato che Frigerio aveva riconosciuto senza ombra di dubbio l’imputato, e che la sua decisione di non rivelarlo subito era legata a un processo di riflessione e non a un dubbio. La Corte ha ritenuto che le argomentazioni dei difensori, basate su nuove conquiste delle neuroscienze, non siano sufficienti a modificare la valutazione già effettuata.
La Cassazione ha inoltre respinto l’ipotesi di altre persone presenti nell’appartamento durante la strage, sottolineando che le dichiarazioni e le interviste televisive provengono da soggetti già sentiti e presentano indicazioni generiche o frutto di illazioni soggettive. La Corte ha ritenuto che tali elementi non siano sufficienti a dimostrare la falsità delle confessioni o a rendere plausibile un’ipotesi alternativa.
La decisione della Cassazione chiude un processo che ha visto la strage di Erba diventare un caso di interesse nazionale. La Corte ha confermato l’ergastolo per Olindo Romano e Rosa Bazzi, sottolineando che le prove presentate nel processo sono sufficienti a sostenere la condanna. La motivazione sulla inammissibilità delle richieste è esaustiva, immune da cadute di logicità e dai denunciati travisamenti della prova.
