L’attentatore del volo FlyDubai: un copilota omanita, senza storia negativa, in servizio da 9 mesi
Un copilota omanita ha tentato di dirottare un volo FlyDubai a Tel Aviv, evitato grazie al pilota indiano. Indagini israeliane aperte.
Un copilota omanita, in servizio da 9 mesi per la compagnia aerea FlyDubai, ha tentato di dirottare un volo in direzione Tel Aviv, ma l’incidente è stato sventato grazie all’intervento del pilota indiano Smit Machchhar. L’episodio, avvenuto durante un volo Dubai-Tel Aviv, ha causato un momento di panico tra i passeggeri, molti dei quali cittadini israeliani. Le autorità israeliane, tra cui il Mossad, il Shin Bet, le Forze di difesa e il ministero dei Trasporti, hanno aperto un’indagine congiunta per chiarire i motivi e le circostanze dell’attentato. L’ipotesi di un collegamento con l’Iran è emersa attraverso i media israeliani, come Ynet, che ha parlato di “ipotesi rafforzate”.
Un copilota senza storia negativa
Il copilota, di origine omanita, non ha registrato alcuna intemperanza o ritardo durante il periodo di servizio. Secondo le informazioni disponibili, non è stato segnalato alcun comportamento anomalo o problematico. Tuttavia, le autorità israeliane stanno cercando di comprendere come un cittadino omanita abbia potuto essere incluso nell’equipaggio di un volo diretto a Tel Aviv, considerato che l’Oman non ha normalizzato le relazioni diplomatiche con Israele. L’ipotesi più plausibile è che il copilota possieda un secondo passaporto, appartenente a un Paese che intrattiene relazioni diplomatiche con Israele, permettendogli di ottenere l’autorizzazione a volare in territorio ebraico.
Le regole di sicurezza israeliane sono molto stringenti
Israele e gli Emirati Arabi Uniti, di cui Dubai fa parte, hanno normalizzato le relazioni diplomatiche nel 2020 attraverso gli Accordi di Abramo, aprendo ambasciate e collegamenti aerei diretti. Gli accordi prevedono una cooperazione specifica nel settore dell’aviazione civile, con regole di sicurezza particolarmente rigide. I piloti autorizzati ad atterrare in Israele devono possedere un passaporto di un Paese che intrattiene relazioni diplomatiche con lo Stato ebraico. L’Oman, non avendo normalizzato le relazioni, ha creato un vuoto normativo che potrebbe aver permesso al copilota di FlyDubai di essere incluso nell’equipaggio.
Un momento di tensione internazionale
L’episodio ha acceso tensioni diplomatiche tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti, in piena campagna elettorale in vista del voto del 27 ottobre. Il Likud, il partito del premier Netanyahu, ha visto nell’incidente un’opportunità per rafforzare la posizione nazionalista e securitaria. L’indagine congiunta, che include anche il Mossad e le Forze di difesa israeliane, mira a chiarire se vi fossero segnali di un attacco in atto. La situazione rimane in sospeso, con le autorità che cercano di ricostruire i fatti e le motivazioni dell’attentatore.
Il pilota indiano ha sventato l’attentato
Il pilota indiano Smit Machchhar, che ha lottato con tutte le sue forze per contrastare l’aggressore, ha impedito che i comandi venissero spinti irrimediabilmente verso il basso, permettendo agli altri di capire cosa stesse succedendo. La sua resistenza ha giocato un ruolo cruciale nel salvare la vita dei passeggeri. La testimonianza di Machchhar potrebbe fornire ulteriori informazioni sull’episodio e sulle circostanze dell’attentato.
