Fatima Ezzahra El Mansouri, la prima donna a guidare il Marocco e il suo ruolo nel Paese
Fatima Ezzahra El Mansouri, la prima donna a guidare il Marocco, e il suo impatto sul Paese e sulle relazioni con l’Italia.
Il 29 settembre 2026, Fatima Ezzahra El Mansouri è diventata la prima donna a guidare il Marocco, assumendo l’incarico di capo del governo. La nomina, avvenuta al Palazzo reale di Rabat, segna un momento storico per un Paese che, nonostante la sua monarchia costituzionale, ha visto la politica riversarsi nelle strade durante la campagna elettorale. Il voto del 23 settembre ha registrato una partecipazione del 38,02 per cento, un dato che riflette una partecipazione limitata, ma nonostante ciò, il risultato ha portato a una svolta: El Mansouri, avvocata e sindaca di Marrakech, è la prima donna a guidare l’esecutivo marocchino.
Un percorso politico di quasi vent’anni
El Mansouri ha costruito un curriculum istituzionale di quasi due decenni, iniziato con la sua carriera di avvocata specializzata in diritto fondiario e immobiliare. Dopo aver studiato a Rabat, Montpellier e negli Stati Uniti, ha iniziato a occupare ruoli politici significativi. Nel 2009, a soli 33 anni, ha assunto la guida del consiglio comunale di Marrakech, e nel 2011 è entrata in Parlamento. Dal 2015 al 2024 ha presieduto il Consiglio nazionale del Pam, il Partito dell’Autenticità e della Modernità, e nel 2021 è tornata alla guida del Comune di Marrakech, entrando nel governo di Aziz Akhannouch come ministra dell’Assetto territoriale, dell’urbanistica, dell’abitazione e della politica della città.
Un’elezione che non ha rovesciato il passato
La vittoria del Pam alle elezioni del 23 settembre ha portato a una scelta di continuità e cambiamento. Il partito, che faceva parte della maggioranza uscente guidata dall’Rni di Aziz Akhannouch, ha vinto 97 seggi, diventando la prima forza politica del Paese. Nonostante la vittoria, non è stato possibile formare un governo da solo, e la nomina di El Mansouri, coordinatrice della direzione collegiale del Pam, è stata il risultato di un processo previsto dalla Costituzione marocchina. Il re Mohammed VI ha scelto lei, in base al meccanismo previsto, e la sua nomina ha segnato un momento storico, ma non una rottura netta con il passato.
La sua carriera politica, costruita in contrapposizione all’islamismo del Pjd, la colloca in una posizione di modernismo, ma non è facile incasellarla in categorie europee di destra o sinistra. El Mansouri ha attraversato quasi ogni livello delle istituzioni marocchine, da amministrazione locale a governo, e la sua nomina rappresenta un simbolo di progresso, ma anche un’opportunità per rispondere alle sfide del Paese, come il costo della vita, il lavoro dei giovani e le disuguaglianze.
Un legame con l’Italia che va oltre i miliardi
La nomina di El Mansouri non è solo un evento interno al Marocco, ma ha anche un impatto sulle relazioni con l’Italia. Secondo i dati citati dall’ambasciatore italiano in Marocco Pasquale Salzano, nel 2025 gli scambi commerciali tra i due Paesi hanno sfiorato i cinque miliardi di euro, mentre gli investimenti diretti italiani nel Regno sono stimati in quasi 1,8 miliardi. L’Italia è il settimo partner commerciale del Marocco a livello mondiale e il secondo fornitore di macchinari e attrezzature industriali. La collaborazione si estende a settori come l’ingegneria, la meccatronica, la transizione energetica e l’agroalimentare.
Il legame tra Roma e Rabat è anche politico. Durante la Festa del Trono a Roma, l’ambasciatore marocchino Youssef Balla ha sottolineato la visione del Mediterraneo come spazio di “dialogo, pace e prosperità”. L’Italia, attraverso il Piano Mattei, cerca di rafforzare la sua presenza in Africa, e il Marocco, con le sue enclavi di Ceuta e Melilla, rappresenta un punto di contatto fisico tra Europa e Africa. La comunità marocchina in Italia, definita da Balla come un “ponte umano”, è un elemento chiave di questa relazione. La nomina di Fatima Ezzahra El Mansouri segna un momento storico, ma il vero banco di prova arriverà con la formazione del nuovo esecutivo e la capacità di rispondere alle aspettative dei cittadini. Il Marocco, con le sue sfide interne e le sue opportunità internazionali, si prepara a un futuro in cui la leadership femminile potrebbe diventare un simbolo di progresso, ma anche un’opportunità per rafforzare i legami con i Paesi vicini, come l’Italia.
