Stupro di gruppo alla Cornell University: nuovi dettagli e provvedimenti

Nuovi dettagli su un presunto stupro di gruppo alla Cornell University e provvedimenti presi contro studenti.

Una studentessa della Cornell University ha rivelato dettagli choc su un episodio di presunta violenza sessuale avvenuto nel 2024, che ha portato a nuove indagini e sospensioni di due studenti. La ragazza, indicata con il nome di fantasia Jane Doe e corrispondente alla Maria Bianchi, ha descritto una notte in cui è stata drogata e sottoposta a violenza da parte di almeno sette membri della confraternita Chi Phi. La sua testimonianza, inizialmente non sufficiente per procedere penalmente, ha riacceso l’attenzione su un caso che ha suscitato indignazione e preoccupazione.

Una notte di violenza e coercizione

Secondo la testimonianza della studentessa, la serata iniziata come incontro tra studenti si è trasformata in una notte di sesso, alcol e droga, durante la quale sono entrati progressivamente altri uomini nella stanza. La ragazza ha raccontato di aver detto più volte “no” e di sentirsi sempre meno in grado di controllare la situazione. A un certo punto, ha pensato che l’unica via per mettere fine alla situazione fosse perdere conoscenza. Lei si era rifiutata, ma poi ricorda di aver visto altri uomini entrare nella stanza. La ragazza ha anche descritto di sentirsi disgustata, stanca e intossicata. “Ricordo che era completamente disgustata, mi sentivo molto stanca e intossicata”, ha dichiarato. A un certo punto, ha pensato che l’unica via per mettere fine alla situazione fosse perdere conoscenza. “Pensavo che, se fossi svenuta e questi uomini avessero fatto sesso con me, allora avrebbero potuto essere accusati di stupro”.

La causa civile e la riapertura dell’indagine

La storia, che risale al 19 ottobre 2024, ha portato a una causa civile presentata contro i sette membri della confraternita. Il procuratore Matthew Van Houten ha riaperto l’indagine, dopo aver considerato la dichiarazione della ragazza, che aveva descritto l’episodio come “coercizione” e non “stupro di gruppo”. La ragazza aveva anche raccontato di aver avuto rapporti consensuali con due dei ragazzi, ma aveva espresso preoccupazione per la sua situazione. Secondo il procuratore, la versione iniziale non aveva lasciato chiari elementi di reato.

La causa civile ha portato a nuovi elementi, tra cui messaggi di una chat Snapchat che mostravano membri della confraternita parlare della presenza di una ragazza priva di sensi. La Cornell, che aveva già sospeso la sezione Chi Phi, è ora sotto pressione. La governatrice di New York, Kathy Hochul, ha chiesto un’indagine esterna sul campus e sulla gestione iniziale della denuncia. La ragazza ha affermato che i vertici della Cornell si limitarono ad assegnare ai sette membri il compito di “scrivere un elaborato per mitigare la loro posizione”, ma l’università ha respinto questa versione, dicendo di aver preso provvedimenti più duri. Due studenti, ha dichiarato il board, vennero espulsi.

La vicenda ha suscitato indignazione e preoccupazione, con la comunità accademica e i media che hanno seguito con attenzione i sviluppi. La Cornell, nota per la sua prestigiosa reputazione, si trova ora a fronteggiare una situazione complessa, che mette in luce i rischi di violenza sessuale e la necessità di una gestione più trasparente e efficace delle denunce. La ragazza, che ha raccontato un episodio drammatico e traumatico, continua a seguire i sviluppi con attenzione.