Il sindaco di Vigonovo: «Giulia, Giada e Tania, quelle donne che potevano essere salvate»

Il sindaco di Vigonovo Luca Martello parla dei femminicidi e del sistema di protezione delle vittime.

Il sindaco di Vigonovo: «Giulia, Giada e Tania, quelle donne che potevano essere salvate»
Il sindaco di Vigonovo: «Giulia, Giada e Tania, quelle donne che potevano essere salvate»

Il sindaco di Vigonovo, Luca Martello, ha espresso profonde emozioni e preoccupazioni riguardo ai tre femminicidi avvenuti nel comune nel corso degli ultimi anni: Giulia Cecchettin, Giada Zanola e Tania Terrin. Secondo il primo cittadino, le donne sono state vittime di un sistema che, pur avendo buone intenzioni, non riesce a garantire una protezione efficace. «Se una persona viene presa in carico, curata seriamente e seguita in maniera continuativa nel tempo, forse qualcosa potrà davvero cambiare. Ma se il percorso viene continuamente interrotto, diventa difficile ottenere risultati», ha sottolineato. Martello ha riconosciuto che il sistema attuale è «tenuto insieme con chiodi troppo fragili» e che troppe componenti possono portare alla dispersione della persona lungo il percorso.

Un sistema complesso e fragile

Il sindaco ha spiegato che il sistema che gestisce i casi di violenza di genere coinvolge diversi settori: sanità, giustizia, sicurezza e assistenza sociale. «Non c’è una colpa da attribuire singolarmente a qualcuno degli ingranaggi che compongono la macchina; la falla sta in come è pensato e organizzato il sistema stesso», ha detto. Martello ha anche menzionato il caso di Dino, l’uomo accusato di aver ucciso Tania, che era stato ricoverato in psichiatria una settima prima dell’omicidio e aveva rivolto più volte al Centro di salute mentale. «Se ci fosse stata più attenzione nei confronti della sua salute mentale, le cose sarebbero andate diversamente», ha sottolineato.

Il sistema non è in grado di garantire una protezione continua. Il sindaco ha sottolineato che, pur essendo disponibili strumenti come il trattamento sanitario obbligatorio, la durata limitata di tali interventi rende difficile il raggiungimento di risultati duraturi. «La Semenzato sostiene che in determinati casi queste persone dovrebbero finire in carcere. Ma abbiamo chiuso i manicomi e non possiamo pensare di sostituirli con le carceri, dove un vero percorso di cura psicologica diventa estremamente difficile», ha aggiunto.

La prevenzione e il ruolo delle famiglie

Martello ha riconosciuto che i Comuni possono fare molto per sensibilizzare i ragazzi e promuovere la prevenzione. «Stiamo lavorando molto con le scuole e con i ragazzi, su progetti di sensibilizzazione al tema e dunque sul fronte della prevenzione», ha spiegato. Tuttavia, ha riconosciuto che il ruolo delle famiglie è cruciale. «Sono d’accordo con Gino Cecchettin quando dice che bisogna partire dalla prevenzione nelle scuole e cercare di intercettare i problemi il prima possibile. Ma poi servono anche le famiglie», ha aggiunto. Il sindaco ha anche commentato la proposta di introdurre una legge per limitare l’uso dei telefoni da parte dei bambini, sottolineando che «a volte cerchiamo all’esterno soluzioni a limiti che, per primi, dovremmo essere capaci di porre noi».

Il sindaco ha espresso un forte senso di responsabilità. Ha avuto modo di incontrare la madre di Tania, con la quale si è scritto e ha lasciato i propri recapiti. «Le ho detto che può contattarmi per qualsiasi cosa e in qualsiasi momento. Di certo la incontrerò presto», ha detto. Riguardo alla possibilità di salvare Tania, Martello ha espresso un pensiero profondo: «In cuor mio, penso che di fronte a una situazione nella quale il rischio era così evidente, lo Stato avrebbe dovuto riuscire ad agire».

Il sindaco ha anche sottolineato che, pur essendo necessario un cambiamento nel sistema, i Comuni non hanno molte possibilità di agire concretamente. «Come sindaci, però, c’è davvero molto poco che possiamo fare concretamente», ha concluso. Martello ha riconosciuto che il sistema attuale non è in grado di garantire una protezione continua e che è necessario un intervento più ampio e strutturale per evitare che episodi simili si ripetano.