Alessandro Impagnatiello, processo bis per premeditazione nell’omicidio Tramontano

Nuovo processo per premeditazione nell’omicidio di Giulia Tramontano, fissato a ottobre.

Alessandro Impagnatiello, processo bis per premeditazione nell'omicidio Tramontano
Alessandro Impagnatiello, processo bis per premeditazione nell’omicidio Tramontano

Alessandro Impagnatiello dovrà affrontare un nuovo processo di secondo grado bis per l’omicidio di Giulia Tramontano, fissato per il 26 ottobre davanti alla Corte d’Assise d’appello di Milano. L’ex barman, accusato di aver ucciso con 37 coltellate la fidanzata incinta di 7 mesi, ha visto confermata la condanna all’ergastolo in primo e secondo grado, ma i giudici dovranno rivalutare l’aggravante della premeditazione, non riconosciuta nel giudizio d’appello. La Cassazione, il 9 aprile scorso, ha disposto il nuovo processo, ritenendo che ci siano elementi per dimostrare che l’idea di Impagnatiello di uccidere Giulia fosse emersa molti mesi prima del 27 maggio 2023.

Elementi per premeditazione non valutati

La Suprema Corte ha accolto il ricorso della Procura generale milanese, diretta da Francesca Nanni, e gli argomenti del sostituto pg in Cassazione Elisabetta Ceniccola. Secondo la Cassazione, la Corte d’appello ha trascurato l’incremento della somministrazione di veleno per topi, iniziata nel dicembre 2022, e che si è concentrata nell’ultimo mese e mezzo. Inoltre, l’intenzione omicidiaria del giorno del delitto potrebbe essere riconducibile a qualche ora prima. La Corte milanese, tuttavia, aveva escluso l’aggravante della premeditazione, mantenendo comunque l’ergastolo per le aggravanti della crudeltà e del vincolo della convivenza.

Rabbia dei familiari per sentenza precedente

La decisione della Corte milanese aveva suscitato la rabbia dei familiari della vittima. La sorella di Giulia, Chiara Tramontano, aveva scritto sui social: “Vergogna, vergogna. La chiamano legge ma si legge disgusto”. La famiglia, insieme al padre Franco Tramontano, ha visto il delitto premeditato cancellato, nonostante i fatti indicassero una premeditazione. L’avvocata Samanta Barbaglia, che difende Impagnatiello, e il legale Nicodemo Gentile, che assiste Franco Tramontano, hanno partecipato al dibattito in Cassazione.

Il processo di secondo grado bis rappresenta un’occasione per riconsiderare l’aggravante della premeditazione, un elemento cruciale per la condanna. La Cassazione ha ritenuto che i fatti siano sufficienti a dimostrare l’intenzione omicidiaria di Impagnatiello, nonostante la Corte d’appello abbia rifiutato tale aggravante. Il caso rimane un esempio di come le decisioni giudiziarie possano essere riviste in sede di appello, anche se la condanna all’ergastolo rimane confermata.

La sentenza della Cassazione ha aperto la strada a un nuovo processo, che potrebbe portare a una revisione della gravità del reato. La famiglia di Giulia Tramontano, dopo la delusione della sentenza precedente, spera in un esito diverso. Il caso di Impagnatiello rimane un caso emblematico di omicidio premeditato, con elementi che potrebbero modificare la sua condanna.

La Corte d’appello aveva escluso l’aggravante della premeditazione, ma la Cassazione ha ritenuto che ci siano elementi sufficienti per riconoscerla. L’incremento della somministrazione di veleno per topi, iniziata nel dicembre 2022, e l’intenzione omicidiaria riconducibile a qualche ora prima del delitto sono stati considerati da Cassazione come indicativi di premeditazione. Il processo di secondo grado bis potrebbe quindi portare a una revisione della condanna, pur mantenendo l’ergastolo per le altre aggravanti.

La famiglia di Giulia Tramontano, dopo la sentenza precedente, ha espresso forte disappunto. La sorella Chiara ha scritto sui social un messaggio di rabbia e delusione, sottolineando come la legge non abbia rispettato la gravità del reato. Il caso di Impagnatiello rimane un esempio di come le decisioni giudiziarie possano essere riviste, anche se la condanna all’ergastolo rimane confermata.