Jannik Sinner e il ritorno in campo: il dolore torna a preoccupare il suo team
Jannik Sinner ha riaffrontato il dolore dopo mesi di allenamenti. Il medico lo ha avvisato: non rientrare finché c’è fastidio.
Jannik Sinner non ha disputato un incontro ufficiale dal 12 luglio, quando ha concluso la finale di Wimbledon. Da allora, il tennista ha ripreso gli allenamenti, ma il dolore è tornato a preoccupare il suo team. Secondo Massimiliano Ambesi, esperto di tennis, il problema non è nuovo, ma la ricaduta sembra essere dietro l’angolo. Il dolore è riaffiorato. C’è però una cosa che un po’ mi spaventa, ha commentato Ambesi durante l’ultima puntata di Tennis Mania, trasmissione del canale YouTube di OA Sport.
Un sovraccarico non traumatico
Il problema di Sinner è stato sempre descritto come un sovraccarico, non un trauma. Non ci sono state scivolate o cadute, ma un accumulo di stress che ha portato a un’infiammazione. “Non sappiamo se sia una tendinopatia rotulea o una bandelletta ileo-tibiale”, ha spiegato Ambesi. “Sono due condizioni diverse, ma entrambe richiedono attenzione. Il dolore può comparire durante o dopo l’allenamento, o anche a riposo.” Il medico che ha visitato Sinner a Lione ha sottolineato l’importanza di proseguire con la terapia conservativa. Sicuramente il medico gli avrà detto: ‘finché senti dolore o fastidio, non rientrare’, ha aggiunto Ambesi. La decisione di non partecipare ai tornei di Pechino e Shanghai, che si terranno a ottobre, sembra essere stata presa con attenzione.
La ricaduta e il rischio di perdere tempo
La ricaduta, però, potrebbe arrivare dopo due anni se il problema non è stato sottovalutato. “Evidentemente questa infiammazione non è completamente superata e, al minimo campanello d’allarme, lui si ferma: non ha intenzione di giocare sul dolore”, ha spiegato Ambesi. “Meglio sacrificare tre mesi adesso che magari anni.” Il tennista ha iniziato a caricare durante gli allenamenti, ma il dolore è tornato. “Io penso che Sinner, e ho testimonianze dirette, abbia iniziato a caricare durante gli allenamenti, poi il problema si è posto perché il dolore è tornato”, ha sottolineato Ambesi. La decisione di non partecipare ai tornei di Pechino e Shanghai è arrivata all’ultimo momento.
La visita al luminare di Lione, che ha operato giocatori della Juventus, ha suscitato alcune perplessità. “Il fatto che abbia ricominciato ad allenarsi in tempi abbastanza celeri, forse un mese, mi fa pensare che il problema non sia così grave”, ha commentato Ambesi. Tuttavia, il consulto improvviso ha sollevato alcune domande. Se vai lì, significa che il dolore ti è rimasto, magari non con l’entità dell’inizio, ma ce l’hai ancora, ha spiegato.
Nonostante le preoccupazioni, Ambesi ha cercato di essere ottimista. “Se poi dovesse operarsi, sarò il primo ad esprimere stupore”, ha concluso. Il tennista, però, sembra aver scelto la strada più prudente: aspettare finché il dolore non sarà completamente superato. Il suo ritorno in campo, quando sarà pronto, sarà un momento cruciale per il suo futuro nel tennis.
