Giulia Tramontano, la Cassazione: “Impagnatiello voleva ucciderla molti mesi prima”
La Cassazione rivede l’ergastolo per Impagnatiello, sottolineando l’incremento di veleno e la premeditazione.

La Cassazione ha disposto un nuovo appello per rivalutare la premeditazione nell’omicidio di Giulia Tramontano, accusando i giudici di merito di aver trascurato elementi chiave. L’imputato, Alessandro Impagnatiello, avrebbe pianificato l’omicidio già nel dicembre 2022, incrementando la somministrazione di veleno per topi, un’azione ritenuta centrale per ricostruire il disegno criminoso. La Corte d’appello di Milano, nel giugno 2025, aveva confermato l’ergastolo ma non riconosciuto l’aggravante della premeditazione, limitandosi a valutare solo la crudeltà e il vincolo della convivenza. La Suprema Corte ha sottolineato che i giudici di merito hanno erroneamente escluso la possibilità che la somministrazione del veleno fosse finalizzata a provocare la morte della compagna, collocando l’insorgenza del proposito omicidiario alle ore 17 del 27 maggio 2023.
Elementi di premeditazione rilevati
La Cassazione ha evidenziato che l’incremento della somministrazione di veleno, iniziato nel dicembre 2022, è un elemento cruciale per comprendere la progressiva maturazione del disegno criminoso. Inoltre, i giudici di legittimità hanno rilevato che l’intenzione omicidiaria potrebbe essere ricondotta a qualche ora prima del delitto, non esclusivamente al momento individuato in secondo grado. L’imputato, nel gennaio 2023, aveva cercato informazioni su “quanto veleno per topi è necessario per uccidere una persona?” e su veleni inodori e insapori, rivelando un interesse preoccupante per metodi letali. Questi elementi, secondo la Cassazione, dimostrano una premeditazione che va oltre il momento immediato del delitto.
La Corte ha rilevato che l’idea di uccidere Giulia Tramontano era già emersa molti mesi prima del 27 maggio 2023. L’incremento del veleno e le ricerche online dell’imputato sono stati considerati indicativi di un piano premeditato. La Cassazione ha sottolineato che i giudici di merito hanno erroneamente collocato l’insorgenza del proposito omicidiario alle ore 17 del 27 maggio 2023, escludendo la possibilità che l’azione fosse finalizzata a provocare la morte della compagna.
Un nuovo giudizio d’appello
Nel nuovo giudizio d’appello dovrà essere rivalutata la premeditazione, considerando il complessivo svolgimento dei fatti dal dicembre 2022 e con “particolare riguardo al pomeriggio del 27 maggio 2023”, alla luce dei principi indicati dalla Cassazione. La sentenza sottolinea anche la rilevanza delle ricerche online dell’imputato, tra cui quelle su “veleni letali” e “veleni mortali fatti in casa”, oltre all’aumento delle dosi di sostanza tossica nell’ultimo mese e mezzo. La prima sezione penale ha rilevato che la ricostruzione dei fatti presenta “fratture” logiche e motivazionali, che dovranno essere risolte nel nuovo processo.
La Cassazione ha ribadito che l’idea di Impagnatiello di uccidere Giulia Tramontano era già emersa molti mesi prima del 27 maggio 2023. Questo elemento, insieme all’incremento del veleno e alle ricerche online, ha portato i giudici a ritenere che la premeditazione non possa essere esclusa. Il caso resterà in attesa del nuovo giudizio d’appello, che dovrà chiarire se l’omicidio è stato pianificato con una intensità sufficiente a configurare l’aggravante della premeditazione.
