Saman Abbas, la Cassazione chiede conferma ergastoli per familiari: «Delitto premeditato e familiare»

La Cassazione chiede conferma ergastoli per familiari di Saman Abbas, uccisa nel 2021. Delitto premeditato e familiare.

Saman Abbas, la Cassazione chiede conferma ergastoli per familiari: «Delitto premeditato e familiare»
Saman Abbas, la Cassazione chiede conferma ergastoli per familiari: «Delitto premeditato…

Saman Abbas, la 18enne pachistana uccisa nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021 a Novellara, in provincia di Reggio Emilia, ha visto la sua storia giudiziaria arrivare al culmine con l’ultimo aggiornamento del 17 giugno 2026. La Cassazione ha chiesto la conferma delle condanne all’ergastolo per i genitori della ragazza e per due cugini, mentre per lo zio è stata richiesta una pena di 22 anni. Il caso, che ha visto modificarsi più volte la ricostruzione dei fatti, è stato definito «inequivocabile» e «premeditato» dagli inquirenti, con l’accento su un delitto pianificato all’interno del nucleo familiare.

Delitto premeditato e familiare

Secondo la Procura, la ragazza sarebbe stata uccisa perché considerata «colpevole» di aver scelto uno stile di vita autonomo rispetto alle regole imposte dal contesto d’origine. La dinamica del crimine è stata definita da un «progetto criminale condiviso», con la vittima uccisa nel vialetto vicino alla sua abitazione e sepolta a poca distanza dalla casa di famiglia. Il corpo fu ritrovato solo nel novembre 2022, grazie alla collaborazione dello zio, arrestato a Parigi e indicatore del luogo della sepoltura.

Le indagini si sono concentrate fin dall’inizio sull’ambiente familiare, con i cugini inizialmente assolti in primo grado, ma poi condannati all’ergastolo in appello, con il riconoscimento delle aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti. La Cassazione, nel corso dell’udienza, ha disposto un differimento della sentenza al 15 luglio, alla luce della complessità del caso. Il pg ha sollecitato la conferma delle condanne per i familiari della vittima, accusati di omicidio e occultamento di cadavere.

Un’azione collettiva per punire la giovane

La ricostruzione giudiziaria ha definito il delitto come un atto «pianificato nei dettagli», maturato all’interno del nucleo familiare. L’avvocato generale della Suprema Corte ha sottolineato come Saman non avesse la possibilità di decidere liberamente della propria vita, in un contesto in cui le scelte di autonomia e indipendenza sono state considerate un reato. La Procura ha richiesto ergastoli per i genitori e i cugini, mentre per lo zio è stata richiesta una pena di 22 anni, già rideterminata in appello rispetto alla sentenza di primo grado.

La vicenda, che ha visto modificarsi più volte la ricostruzione dei fatti, è rimasta radicata nell’ambiente familiare, con un’azione collettiva volta a punire la giovane per le sue scelte di vita. La Cassazione, nel suo ultimo intervento, ha confermato la gravità del reato e la premeditazione del crimine, con un’attenzione particolare alle dinamiche interne al nucleo familiare.

  • La ragazza fu uccisa nel vialetto vicino alla sua abitazione.
  • Il corpo fu ritrovato nel novembre 2022 grazie alla collaborazione dello zio.
  • I cugini inizialmente assolti sono stati condannati all’ergastolo in appello.
  • La Cassazione ha chiesto la conferma delle condanne per i genitori e i cugini.
  • Il delitto è stato definito «premeditato» e «familiare».

La sentenza della Cassazione è prevista per il 15 luglio 2026, con un’attenzione particolare alle dinamiche interne al nucleo familiare e alla premeditazione del crimine. La vicenda di Saman Abbas rimane un caso emblematico di delitto premeditato, con conseguenze pesanti per i familiari coinvolti. La Procura ha sottolineato la gravità del reato e la necessità di una risposta giudiziaria severa, in un contesto in cui le scelte di vita sono state considerate un reato.