Miniartextil 35: la fragilità diventa arte a Como in una mostra diffusa
A Como, Miniartextil 35 presenta una mostra diffusa su fragilità e arte tessile, con dieci sedi e opere internazionali.
Miniartextil 35, la trentacinquesima edizione della mostra internazionale di arte tessile contemporanea, si svolge a Como fino al 1° novembre 2026, con dieci sedi tra la città e la provincia. L’evento, organizzato dall’associazione culturale Arte&Arte APS, propone una riflessione sull’arte tessile e la fragilità come risorsa, attraverso opere di artisti internazionali e installazioni site-specific. La mostra diffusa coinvolge luoghi storici e culturali, come chiese, gallerie e spazi espositivi, per creare un percorso unico e immersivo.
La fragilità come tema centrale
Miniartextil 35 si concentra sulla fragilità come tema chiave, invitando a guardare a essa non come a un limite, ma come a una risorsa. L’arte tessile, con i suoi fili, nodi e intrecci, diventa un linguaggio potente per esplorare la complessità delle relazioni umane e il delicato equilibrio tra vulnerabilità e resistenza. L’installazione “Dopo il volo, el rastro” di Paloma de la Cruz prende ispirazione dal corpo flamenco e dal movimento dello scialle di Manila, traducendo vortici e traiettorie in forme scultoree nere che conservano la traccia di un gesto ormai scomparso.
Opere di artisti internazionali
La mostra presenta 54 minitessili selezionati attraverso una call internazionale, affiancati da installazioni realizzate da artisti provenienti da 30 Paesi. Tra le opere esposte, “Sacrato” di Federico Gori trasforma blocchi di porfido recuperati in colonne esagonali irregolari, creando un dialogo con il pavimento e la memoria dei passi. Al contrario, “Quello che le mani non sanno” è un’installazione sonora che intreccia i movimenti dell’artista e del figlio Gabriele, evocando il legame tra padre e figlio e la fragilità che attraversa ogni relazione.
Al Galleria The Art Company, “Still” di Noémi Barbaglia esplora la soglia tra stabilità e dissoluzione, mentre “Entre la nuit et l’aurore” di Latifa Echakhch utilizza vetro e filo di nylon per evocare l’instabilità del passaggio tra buio e alba. L’installazione “Distance to Forest” di Yasuaki Onishi in chiesa di Sant’Orsola presenta una foresta effimera composta da rami, fili di colla a caldo e un telo di polietilene, in cui natura e artificio si incontrano.
Collaborazioni e luoghi storici
Miniartextil 35 si estende alla provincia, coinvolgendo istituzioni e spazi culturali del territorio. Tra gli appuntamenti collaterali figura Villa Bernasconi a Cernobbio, che ospita una parte del progetto in collaborazione con l’associazione I fiori di Oltre il Giardino, nata all’interno del Dipartimento di Salute mentale e Dipendenze di Como. L’evento si arricchisce anche con l’esposizione di “Microgynon Coat” di Susie Freeman al Museo della Seta di Como, un lavoro che incorpora pillole contraccettive in un cappotto e uno scialle, diventando un diario tessile del corpo femminile. Al Liceo Artistico Fausto Melotti di Cantù, gli studenti del triennio di scultura presentano minitessili realizzati, mentre l’Archivio Terragni ospita conferenze. La mostra, nata nel 1991, ha contribuito a portare a Como artisti e protagonisti internazionali dell’arte tessile contemporanea, consolidando il legame tra la città, la sua tradizione manifatturiera e la ricerca artistica.
