La Corte di Bergamo respinge richiesta di nuove analisi nel caso Yara Gambirasio
La Corte di Bergamo ha respinto la richiesta di nuove analisi sui reperti del caso Yara Gambirasio, chiudendo un’altra fase della battaglia legale.

La Corte di Bergamo ha respinto la richiesta di nuove analisi sui reperti legati all’omicidio di Yara Gambirasio, chiudendo un’altra fase della lunga battaglia legale che vede contrapposti i legali della famiglia della ragazza e la difesa di Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio. La decisione, arrivata al termine dell’udienza del 5 ottobre 2026, ha rigettato la richiesta avanzata dai difensori dell’unico condannato, che avevano chiesto di poter esaminare nuovamente i campioni di Dna e altri reperti dell’indagine. I giudici avevano inizialmente chiesto del tempo per decidere, ma alla fine hanno respinto la richiesta, confermando la posizione dei legali dei genitori di Yara.
La difesa di Bossetti non potrà procedere con nuove analisi
La difesa del muratore di Brembate di Sopra, attualmente in carcere per l’omicidio della 13enne, non potrà procedere con ulteriori analisi dei reperti, anche se avrà accesso alle foto originali in alta definizione e ai dati Dna dell’indagine. Gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini avevano chiesto la ripetizione di parte delle analisi dei campioni che furono esaminati in assenza dei legali dell’uomo condannato in via definitiva. La battaglia legale, che va avanti da anni, punta a rimettere in discussione le prove genetiche alla base della condanna di Bossetti.
La Corte ha respinto la richiesta di nuove analisi, chiudendo questa fase del processo. La decisione ha lasciato i legali della famiglia di Yara soddisfatti, che avevano sempre opposto resistenza alle richieste di nuove indagini. La pm titolare del caso, Letizia Ruggeri, ha partecipato all’udienza, confermando la posizione della procura. La difesa di Bossetti, che aveva insistito per ulteriori esami, ha espresso delusione per la decisione.
Un caso che non si chiude mai
Il caso Yara Gambirasio, che ha scosso l’opinione pubblica italiana per oltre un decennio, continua a suscitare dibattiti e richieste di chiarimento. La famiglia della ragazza, che da quindici anni chiede solo che la ferita non venga riaperta per l’ennesima volta, ha sempre opposto resistenza alle richieste di nuove indagini. I legali dei genitori di Yara, Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, hanno sottolineato che la decisione della Corte è un ulteriore passo per garantire la stabilità del processo e la verità.
La battaglia legale per rimettere in discussione le prove genetiche continua. L’avvocato Salvagni ha sottolineato l’importanza di capire da dove provenga il Dna denominato Ignoto 1, un elemento chiave per la ricostruzione del caso. La difesa di Bossetti, nonostante la respinta, non si arrende e continuerà a cercare vie per rimettere in discussione le prove. Il caso Yara Gambirasio, pur essendo ormai un episodio del passato, rimane un simbolo di una giustizia che non si ferma mai, ma che talvolta sembra non trovare mai una conclusione definitiva.
- La Corte di Bergamo ha respinto la richiesta di nuove analisi sui reperti del caso Yara Gambirasio.
- La difesa di Bossetti non potrà procedere con ulteriori esami dei campioni di Dna.
- La battaglia legale per rimettere in discussione le prove genetiche continua.
La decisione della Corte ha lasciato aperte molte domande, ma ha anche confermato la posizione dei legali dei genitori di Yara, che hanno sempre sostenuto la stabilità del processo. Il caso, pur essendo ormai un episodio del passato, rimane un simbolo di una giustizia che non si ferma mai, ma che talvolta sembra non trovare mai una conclusione definitiva.
