Giulia Tramontano, 3 anni dal femminicidio a Senago. Il veleno per topi, la sentenza e il nuovo processo

Un nuovo processo per Alessandro Impagnatiello, condannato all’ergastolo per il femminicidio di Giulia Tramontano.

Giulia Tramontano, 3 anni dal femminicidio a Senago. Il veleno per topi, la sentenza e il nuovo processo
Giulia Tramontano, 3 anni dal femminicidio a Senago. Il veleno per topi, la sentenza e il…

Da tre anni, la famiglia di Giulia Tramontano vive il dolore di un femminicidio che ha scosso la comunità di Senago. Il 25 novembre 2024, la Corte d’Assise di Milano ha condannato Alessandro Impagnatiello all’ergastolo per l’omicidio volontario pluriaggravato, l’interruzione di gravidanza non consensuale e l’occultamento di cadavere. La sentenza, però, non ha concluso la vicenda: la Cassazione ha deciso di riconsiderare la condanna, richiamando l’attenzione su un piano di omicidio che, secondo la sentenza, era stato avvelenato da mesi e portato a compimento a dicembre. La famiglia di Giulia, ancora in lutto, attende con ansia il nuovo processo, che potrebbe portare a una condanna più severa.

Le accuse e la sentenza iniziale

Il processo per Alessandro Impagnatiello si è aperto nel gennaio 2024, con accuse gravi e di natura estremamente grave. L’omicidio di Giulia Tramontano, avvenuto a Senago, è stato riconosciuto come un atto premeditato e crudele, con l’aggravante della premeditazione e della crudeltà. L’assoluzione dei futili motivi ha escluso una delle aggravanti più comuni in casi di omicidio. La sentenza, letta in aula, ha scosso la famiglia, che ha reagito con lacrime e abbracci, mentre fuori dal Palazzo di Giustizia, un striscione con la foto di Giulia e del figlio Thiago ha richiamato l’attenzione su una storia che non è ancora finita.

La Cassazione e il nuovo processo

La Cassazione, nel suo intervento del 8 aprile 2026, ha ordinato un nuovo processo di secondo grado, accogliendo la richiesta della Procura di riconoscere l’aggravante della premeditazione e rifiutando invece la richiesta della difesa di far cadere l’aggravante della crudeltà. Questo ha aperto la strada a un ulteriore dibattito giuridico, con l’obiettivo di chiarire se l’omicidio di Giulia Tramontano fosse realmente premeditato o se ci fossero elementi che potessero attenuare la responsabilità. Alessandro Impagnatiello, attualmente detenuto nel carcere di Pavia, attende con ansia il nuovo processo, che potrebbe portare a una condanna più severa.

La Cassazione ha riconosciuto l’importanza di un processo che non si fermi mai. La famiglia di Giulia, con il figlio Thiago, ha sempre espresso il desiderio che il nome della vittima non sia mai più libero. La Cassazione ha deciso di riconsiderare la condanna, aprendo la strada a un nuovo processo che potrebbe portare a una condanna più severa.

La famiglia di Giulia Tramontano, ancora in lutto, attende con ansia il nuovo processo, che potrebbe portare a una condanna più severa. La sentenza iniziale ha riconosciuto la premeditazione e la crudeltà, ma non ha escluso la possibilità di un ulteriore dibattito. La storia di Giulia rimane un caso emblematico del femminicidio e della lotta per la parità di genere. La Cassazione, con il suo intervento, ha riconosciuto l’importanza di un processo che non si fermi mai, ma che continui a cercare la verità e la giustizia per chi è stato ferito.