Il mercato del second hand cresce: un fenomeno in crescita e le sfide per la sostenibilità
Il mercato del second hand cresce in Italia e in Europa, con un incremento del 10% nel 2025. L’Eige ha rilevato un interesse crescente per acquistare prodotti usati.
L’acquisto di prodotti usati, noto come second hand, sta diventando una pratica sempre più diffusa in Italia e in tutta l’Unione Europea. Secondo l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (Eige), il 61,7 per cento delle persone intervistate afferma di acquistare spesso prodotti usati, come abiti o mobili, anziché nuovi. Tra i giovani, tra i 16 e i 24 anni, la percentuale sale al 70 per cento. Questo fenomeno, che si sposa con una maggiore sensibilità ambientale e un calo del potere d’acquisto, ha visto un incremento del 10 per cento nel 2025, con i negozi del Mercatino che hanno venduto oltre 10 milioni di oggetti, per un totale di 116 milioni di euro.
Un mercato in espansione e una domanda diversificata
La diffusione del second hand non riguarda solo i consumatori più giovani o quelli con un budget limitato. Anche i ceti sociali più elevati stanno adottando questa pratica, spesso come scelta di sostenibilità. La società Mercatino, con 186 negozi in Italia, ha registrato un aumento significativo del numero di clienti e venditori, con 15 milioni e mezzo di clienti e 3,8 milioni di venditori nel 2025. La domanda si è allargata, ma la selezione degli oggetti rimane rigorosa: i negozi non accettano prodotti in condizioni non idonee, per garantire la qualità e la riparabilità.
La seconda vita degli oggetti comincia dalla selezione. I negozi del Mercatino nel 2025 hanno venduto oltre 10 milioni di oggetti, per un totale di 116 milioni di euro. La selezione rigorosa è una pratica fondamentale per garantire la qualità e la sostenibilità del mercato. Ogni dieci capi d’abbigliamento portati in negozio, ne ritirano sei o sette: devono essere integri, di buona fattura e qualità. Questo processo è essenziale per evitare che i prodotti vengano smaltiti in discarica.
La crescita del mercato del second hand ha un impatto positivo sull’ambiente, ma richiede regole chiare per garantire la trasparenza e la tutela dei consumatori.
Le sfide del mercato e la responsabilità dei consumatori
Se il mercato del second hand cresce, con un impatto positivo sull’ambiente, non si può ignorare il rischio di un sovraconsumo. Secondo uno studio dell’Ademe, il 51 per cento dei consumatori che acquista abbigliamento usato reinveste i risparmi in nuovi acquisti, spesso di abbigliamento. Questo fenomeno, se non controllato, potrebbe ridurre l’effettiva sostenibilità del mercato. Inoltre, il 40 per cento dei consumatori non riceve informazioni chiare sul diritto di recesso, mentre il 45 per cento non fornisce indicazioni corrette sulle garanzie per i prodotti usati.
La responsabilità non è solo dei venditori, ma anche dei consumatori. La Commissione europea ha condotto un controllo su 356 operatori online, evidenziando lacune nella trasparenza e nella tutela dei consumatori. Per Sebastiano Marinaccio, presidente di Mercatino, serve una legge che regolamenti il mercato dell’usato, compresa la tracciabilità e la fiscalità. “Un regime fiscale agevolato farebbe emergere una parte del settore, che oggi è sommersa, contribuendo al prodotto interno lordo (Pil)”, ha sottolineato.
La legislazione e la trasparenza sono fondamentali per garantire un mercato del second hand sostenibile e responsabile.
Il mercato del second hand non solo riduce i consumi e i rifiuti, ma anche l’impatto ambientale. Mercatino ha calcolato che nel 2025 il franchising ha evitato l’emissione di 78 chilotonnellate di CO2 equivalente, pari alle emissioni di un’auto che percorre oltre 500 milioni di chilometri. Inoltre, ha risparmiato l’emissione di oltre 51 tonnellate di PM2.5 equivalente, una quantità simile a quella prodotta da 6 miliardi di sigarette. Questi dati testimoniano come il second hand possa essere una soluzione concreta per la sostenibilità, ma solo se accompagnato da regole chiare e una cultura del consumo responsabile.
