Villavallelonga riapre i rifugi di Fonte Astuni e Aceretta: oltre 100 presenze e un modello di turismo sostenibile

Villavallelonga riapre i rifugi di Fonte Astuni e Aceretta, con oltre 100 presenze e un modello di turismo sostenibile nel cuore del Parco Nazionale.

Villavallelonga, un piccolo comune nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, ha riaperto i rifugi comunali di Fonte Astuni e Aceretta, dopo anni di chiusura. La riapertura, annunciata il 9 ottobre 2026, ha registrato oltre 100 presenze nei quattro rifugi, con visitatori provenienti da diverse regioni, tra cui Campania e Veneto. Questo nuovo modello di turismo si basa sulla valorizzazione del patrimonio esistente e sull’uso di risorse locali, con l’obiettivo di offrire esperienze di escursione e conoscenza del territorio. Il progetto, promosso dal Comune, mira a trasformare i rifugi in punti di partenza per esplorare boschi, sentieri e vallate dell’Appennino.

Un progetto di recupero e sostenibilità

La riapertura dei rifugi rientra in un progetto più ampio volto a recuperare e valorizzare il patrimonio esistente, senza appesantire l’organizzazione. I rifugi sono gestiti direttamente dal Comune attraverso i propri dipendenti, che si occupano dell’accoglienza e del funzionamento delle strutture. Questa formula, semplice e sostenibile, punta a valorizzare un patrimonio pubblico senza ricorrere a esterni. «È un’esperienza che ci sta dimostrando come anche un piccolo Comune, partendo dalle risorse che ha già a disposizione, possa restituire vita a strutture rimaste inutilizzate e trasformarle in un’opportunità per tutto il territorio», spiegano dal Comune.

Un’esperienza di turismo sostenibile

La scelta di gestire i rifugi internamente ha portato a un’esperienza unica per i visitatori, che possono godere di un’accoglienza diretta e personalizzata. «Dietro ogni riapertura ci sono lavoro, organizzazione e tante piccole difficoltà, ma poi arrivano i primi ospiti, le prime persone che scelgono di fermarsi qui, e capisci che ne è valsa la pena», affermano i responsabili. I primi numeri sembrano confermare la validità della scelta: dal 10 agosto, data di avvio del servizio, sono state registrate oltre 100 presenze, con un incremento di visitatori non solo locali, ma anche da altre regioni. Questo dato restituisce la misura delle potenzialità di un territorio ancora in parte da scoprire.

Il progetto guarda già al recupero progressivo di altre strutture ricettive, con l’obiettivo di costruire una rete sempre più ampia di punti di accoglienza per chi sceglie Villavallelonga e il Parco come destinazione. La riapertura di Fonte Astuni e Aceretta rappresenta infatti solo il primo passo, ma segna un’importante svolta per il turismo locale, che si basa su una gestione sostenibile e sull’uso delle risorse esistenti.

Un modello per il futuro

Il modello di gestione adottato da Villavallelonga potrebbe diventare un esempio per altri comuni che cercano di valorizzare il patrimonio esistente in modo sostenibile. L’esperienza dimostra come un piccolo Comune, con risorse limitate, possa riuscire a trasformare strutture inutilizzate in opportunità per il turismo e per la comunità locale. «La riapertura dei rifugi è un segnale positivo per il turismo e per la comunità», affermano i responsabili. «Speriamo che anche Governo e Regione facciano la loro parte a tutela di persone, famiglie e territorio».