Botta e risposta tra De Rensis e Ingrosso sul caso Garlasco: la telefonata e le accuse

Polemica tra avvocato e giornalista sul caso Garlasco: accuse e replica su una telefonata.

Botta e risposta tra De Rensis e Ingrosso sul caso Garlasco: la telefonata e le accuse
Botta e risposta tra De Rensis e Ingrosso sul caso Garlasco: la telefonata e le accuse

La polemica tra Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi nel caso Garlasco, e Chiara Ingrosso si intensifica a distanza, con accuse e replica su una telefonata che, secondo De Rensis, sarebbe stata mediata da lui. L’episodio, rivelato durante l’intervista su Rai Filorosso del 31 agosto, ha scatenato una reazione immediata da parte della giornalista, che ha definito la ricostruzione dell’avvocato come una “bugia” e ha minacciato di mostrare un documento inequivocabile. La discussione, che ha visto De Rensis sostenere di aver messo in contatto Chiara Ingrosso con Alessandro De Giuseppe, ha trovato risposta su Facebook, dove la giornalista ha sottolineato l’irrazionalità delle accuse e la mancanza di prove.

La ricostruzione di De Rensis sulla telefonata

Durante l’intervista su Rai Filorosso, De Rensis ha spiegato come la telefonata tra lui, Chiara Ingrosso e Alessandro De Giuseppe sarebbe avvenuta in seguito a una richiesta del dottor Sottile, che aveva chiesto a De Rensis di dare un supporto investigativo alla sua inviata. L’avvocato ha detto di aver risposto che l’unica cosa che poteva fare era metterla in contatto con De Giuseppe. La telefonata, avvenuta alle 10,53, è durata 11 minuti, e De Rensis ha sottolineato che non ha mai dato informazioni sensibili, ma ha solo facilitato un contatto. L’episodio, però, è stato interpretato da Chiara Ingrosso come una manipolazione del racconto, che ha definito “irrazionale” e “menzognera”.

De Rensis ha anche dichiarato che la signora Ingrosso gli aveva chiesto se poteva avere degli spifferi da Moscova in merito a una determinata cosa. L’avvocato ha sottolineato che non parla con Moscova, ma ha sottolineato l’assurdità della richiesta da parte di una figura che si definisce paladina della giustizia e della trasparenza. L’episodio ha trovato risposta su Facebook, dove la giornalista ha definito l’atteggiamento dell’avvocato come “trasuda paura” e ha sottolineato la mancanza di prove.

La replica di Chiara Ingrosso: “Bugie e paura”

Su Facebook, Chiara Ingrosso ha replicato alle dichiarazioni di De Rensis, accusandolo di aver dato una versione “divertente” della telefonata. La giornalista ha sottolineato che non ha mai chiesto a Sottile di organizzare la chiamata e ha definito l’atteggiamento dell’avvocato come “trasuda paura”. Ha anche aggiunto che i documenti e le parole registrate smentiscono le accuse, e ha minacciato di mostrare un documento inequivocabile domani sera. La sua replica, che arriva dopo alcune dichiarazioni dell’avvocato, ha rafforzato la tensione tra i due, con accuse reciproche e una posizione chiaramente contrapposta.

La giornalista ha definito l’atteggiamento di De Rensis come “menzogna irrazionale” e ha sottolineato che i documenti smentiscono le accuse. La situazione, che si è sviluppata in modo pubblico, coinvolge non solo De Rensis e Ingrosso, ma anche il caso Garlasco, un tema sensibile che ha visto l’ingaggio di diversi personaggi pubblici. De Rensis, accusato di aver orchestrato un piano per mettere al centro della scena qualcuno che non è Andrea Sempio, ha sostenuto di non aver mai dato informazioni sensibili e di aver solo facilitato un contatto. La sua posizione, però, è stata messa in discussione da Chiara Ingrosso, che ha sottolineato la mancanza di prove e l’irrazionalità delle accuse.

La polemica, che si è sviluppata tra tv e social, ha visto De Rensis sostenere di non aver paura e di essere disposto a combattere per Alberto Stasi per dieci anni, mentre Ingrosso ha definito l’atteggiamento dell’avvocato come una “menzogna irrazionale”. La situazione, che potrebbe evolvere in una battaglia di informazioni e documenti, rimane in sospeso, con entrambi i protagonisti che si scambiano accuse e dichiarazioni in modo pubblico e acceso.